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  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
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4 gennaio 2012 3 04 /01 /gennaio /2012 18:42

libro-beati-paoli.jpgSempre alla ricerca di un romanzo bello, interessante e coinvolgente come lo sono stati i due best sellers di Follet, “I Pilastri della terra” e “Mondo senza fine”, mi sono lasciato convincere da un amico a leggere “I Beati Paoli”, persuaso dalla bellezza di un romanzo tutto siciliano i cui protagonisti si aggirano tra le viscere di Palermo.

Ho approfittato del periodo natalizio per regalare il libro a mio cognato che mi ha guardato all’inizio un po’ male, sia per il peso del libro che per il titolo, ma dopo un po’ di tempo mi ha riferito che il libro è particolarmente bello e ne è rimasto molto soddisfatto.

Confortato da queste parole (anche se non avevo dubbi) ho intrapreso la lettura di oltre ottocento pagine, tra introduzione di Umberto Eco e note a fine libro.

beati paoli

Il libro, il cui autore, Luigi Natoli, mi era perfettamente sconosciuto, ha una copertina gialla in cartoncino, con una foto di due uomini incappucciati e un’altro senza cappuccio con capelli lunghi e occhi azzurri.

Il testo riportato è il seguente: “Tutte le seduzioni del romanzo storico immerse nella luce siciliana che rende più violenta la collera e più malinconica la felicità.

 

La trama:

Difficile parlare in generale della trama perchè molto intricata e particolare, quindi faccio una panoramica generale.

In groppa a un cavallo da contadino da collo magro, le gambe nodose e i fianchi ossuti, il giovane Blasco di Castiglione, temerario, spavaldo, cuore e testa calda, fa il suo ingresso a Palermo per conoscere le sue origini e il motivo del suo abbandono in tenera età.

simbolo beati paoliA Palermo, città in festa per l’arrivo in pompa magna del re, conoscerà diversi sentimenti quali la riconoscenza, l’amore, l’odio, la vendetta di gente disposta a tutto pur di avere riconoscenze, ricchezza e potere.

Uno di questi è don Raimondo della Motta che, pur di ottenere la corona ducale, ha commesso peccati e crimini, accompagnato dalla bellissima Donna Gabriella, che sa cosa vuol dire amare fino alla morte, da Matteo Lo Vecchio, fidato sbirro che con i suoi travestimenti imbroglia tutto e tutti, dalla figlia Violante, pura e bella ma timorosa e Coriolano della Floresta, misterioso, leale e saggio.

A incastonarsi a questi personaggi ci sono i Beati Paoli, una setta che si riunisce nelle catacombe della città e si fa giustizia da se.

 

I Beati Paoli:

beatipaoli

A introdurre il romanzo è Umberto Eco che tiene a precisare che il romanzo non va visto esclusivamente come un romanzo storico ma popolare, avendo alcune caratteristiche strutturali e ideologiche che lo rendono molto piacevole e sociologicamente attuale.

Ma chi furono in realtà i Beati Paoli? Buoni o cattivi?

A quanto sembra non si hanno fonti storiche su questa setta e ci sono tanti giudizi contrastanti fra loro.

Alcuni li chiamò “i vendicosi”, la cui origine è fatta risalire al 1185 e li rappresentò come “uomini scellerati”, giustizieri e sicari contemporaneamente, mentre il Natoli li descrive come componenti di una società segreta, vero e proprio tribunale di giustizia, protettrice dei più deboli e oppressi.

 

Dal libro:

“ I Beati Paoli apparivano ed erano, di fatto, come una forza di reazione, moderatrice: essi insorgevano per difendere, proteggere i deboli, impedire le ingiustizie e le violenze: erano uno Stato dentro lo Stato, formidabile perchè occulto, terribile perchè giudicava senza appello, puniva senza pietà, colpiva senza fallire. E nessuno conosceva i suoi giudici e gli esecutori di giustizia.

Essi parevano appartenere al mito più che alla realtà.

Erano dappertutto, udivano tutto, sapevano tutto, e nessuno sapeva dove fossero, dove s’adunassero. L’esercizio del loro ufficio di tutori e di vendicatori si palesava per mezzo di moniti, di lettere, che capitavano misteriosamente. L’uomo al quale giungevano sapeva di avere sospesa sul capo una condanna a morte.“

incappucciati

 

Di sicuro non si può associare questa setta alla mafia, ma è associato un sentimento mafioso per il modo di operare, ovvero facendosi giustizia da se dei torti ricevuti, scavalcando il potere della legge e non si conoscono i nomi dei membri che ne fecero parte, se non di alcuni.Alla fine, per mancanza delle fonti, si sa solo che questa setta è esistita realmente, ma no si conoscono le vere storie che oscillano tra la realtà e la leggenda.

 

Le mie considerazioni:

Romanzo, ambientato nel settecento che, nonostante la lunghezza, mi ha inchiodato alle sue pagine con quella voglia di arrivare fino alla fine, e che, una volta giunti agli ultimi capitoli, ho sperato non finisse davvero più.

Dire semplicemente che è un bel romanzo è molto riduttivo, lo definirei un capolavoro della letteratura italiana, paragonabile ai Promessi Sposi, ma a mio modestissimo avviso, di gran lunga superiore perché ambientato nel settecento, tra re, principi, cavalieri, dame, duchi, marchesi, sbirri e gente povera e soprattutto perchè si svolge interamente in Sicilia, dalla maestosa e magnifica Palermo a Messina, passando per Catania, Ustica, Agrigento e per una serie di paesi e paesini che conosco e degni di nota.

Palermo, ovviamente, è il luogo principale in cui si svolge l’intera vicenda, la cui città fu dimora del re Vittorio Amedeo e di tutta la sua Corte che, arrivata in città, fu accolta come i siciliani sanno fare.

beati paoli palermo

Una Palermo in cui i protagonisti si addentrano tra le varie viuzze e i vari monumenti che ancora si possono ammirare nella splendida città, dal Foro Italico ai Quattro Canti, scenario di molti episodi del racconto, dalla bellissima Cattedrale al Palazzo Reale; una città percorsa in lungo e in largo, oltre ai numerosi paesi citati tra cui la bellissima Bagheria con le sue ville maestose, Carini, con il suo famoso castello, Trabia, Castellamare del Golfo col suo castello inespugnabile e tanti altri paesini vicini al mio in cui abito.

 

libro-i-beati-paoli.jpg

Mi dispiace parecchio vedere che questo romanzo non ha riscontrato grande successo come per altri romanzi; sicuramente tra i palermitani è più difficile trovare qualcuno che non conosca i Beati Paoli o che abbia letto il libro, ma al di fuori di Palermo dubito che molti di voi lo conoscano, per cui v’invito a cercarlo e a leggerlo se siete amanti dei romanzi popolari che hanno quel tocco di thriller davvero affascinante e misterioso e della Sicilia in particolare.

 

 

Sembrano tantissime le circa 860 pagine del libro, ma vi assicuro che volano via in fretta senza nemmeno rendersene conto, tanto avvincente e particolare è la storia e tanto particolari e belli sono i personaggi narrati con abile maestria dal Natoli.

 

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Libri e letteratura
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26 dicembre 2011 1 26 /12 /dicembre /2011 11:09

Ilenia BasileMi piace iniziare questa rubrica ospitata nel blog di un caro amico parlando proprio di questa mia poesia “Ricordo Speciale”, il perché è molto semplice.

 Questa poesia nasce grazie a lui, ad un fine settimana di giugno che ha visto me stessa in modo diverso, che mi ha fatto vedere un amico in modo diverso, che mi ha fatto rendere conto che ce la potevo fare.


Ad andare avanti sempre e comunque grazie soprattutto all’affetto degli amici.
Non era un periodo facile per me, ma con la testardaggine che mi ha sempre contraddistinto sono andata avanti, ho mollato tutto e tutti e sono andata in un posto bellissimo della mia Sicilia, della mia Terra.
Non nego di aver avuto timore, ansia, paura, un’esperienza nuova ti stordisce sempre, ma dovevo farlo per sfida, per me stessa.
Cover Adoro i numeriHo toccato quella nuova Terra, anche se non era la prima che ci andassi con un’adrenalina che mi faceva tremare come una foglia, ma mi è bastato relativamente poco per tranquillizzarmi un po’, non è stato facile non lo nego, la pazienza di chi avevo vicino ha fatto il resto.
Sono stati pochissimi giorni ma che mi hanno dato tanto.
Mi hanno dato la certezza dell’amicizia, della riuscita della riscoperta.

 

È come essere rinata una seconda volta iniziando a camminare da sola, respirare a pieni polmoni.
Spero che in queste mie poche parole possa trasmettervi la voglia di vivere e di godere ogni attimo della nostra vita.

 

 

 

Ricordo speciale

Mi è bastato vederti per capire che eri diverso
Ho guardato con occhi diversi quello che mi circondava
Mi è bastato un attimo
Respirare un’aria che non era mia
Posare un piede in un posto che non è il mio terreno comune
Ho pensato subito che stavo per affrontare un percorso nuovo
Con le sue insidie e le sue novità
Ci ho messo un po’ per abituarmi
Tutto così irreale, tutto così “nuovo”
Che strano scoprire e conoscere
Conoscersi
 

Mi tremavano le gambe,
una foglia su un ramo sul punto di cadere
un alito di vento e sarei caduta del tutto
ma non potevo
voltavo il mio sguardo per captare il tuo
sapevo che avrei trovato quello che cercavo
un attimo di libertà
un attimo di dolcezza
un attimo per essere me stessa.

La strada si stagliava di fronte a me
Non era la prima volta,
ma forse si
Sarebbe stata comunque nuova
Era un’emozione mai vissuta
Che strano averla condivisa con te

Il mare alla mia destra mi dava sicurezza, certezza di riuscire
A fare cosa?
A essere me stessa, forse
A vivere, forse
A respirare senza alcuna costrizione
Quel mare di fronte a me
Quello scoglio alto, quell’isolotto lì da solo
In mezzo ad un scoglio alto 

Il volo dei gabbiani
Quel punto centrale del mare che fissavo in cerca di me stessa
E lassù, la nebbia che mi ha impedito di osservare quello che avevo sotto
Forse non è stato un caso
No, la nebbia viaggiava, lenta, lentissima, un po’ più veloce
Non guardare giù
Il passato e il presente
Il conosciuto e l’ignoto
L’ignoto davanti da me che non vedo bene
Il conosciuto che piano piano riuscirà a non farsi vedere più
Un’intrusa in terra straniera
L’imbarazzo e il non sentirsi adeguata
Adeguata a chi? A cosa?
 

Sei stata te stessa
Non hai indossato una maschera
Hai ricacciato indietro quelle lacrime per non farti vedere
Ma poi in fondo non ce l’hai fatta
Hai tolto la maschera
E sei stata te stessa
Hai avuto paura e ti persa nel silenzio
Sapevo che eri lì con me 
E in più occasioni mi hai dato il coraggio di affrontare senza remore
Senza paure
Senza timore

Ero io che volevo sembrare forte
Volevo far credere di non avere un cuore
Volevo sembrare fredda e calcolatrice
Forse ci sono riuscita e me ne pento
Poi ho ceduto e non lo sono stata più
E ora credo di aver sbagliato perché non ero più abituata
A sentire un cuore battere per un’emozione provata
A far vedere che sono diversa
Un intrusa è venuta a trovare la libertà
Se l’è portata
Con un ricordo speciale

 

La poesia è una delle tante presenti sul libro dell'autrice, Ilenia Basile, intitolato "Adoro i numeri", edito dalla Ciesse Edizioni della collana Blue, che si può acquistare al seguente indirizzo internet: 

.Ciessedizioni.it/adoroinumeri.html

 


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