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  • : Blog di cactus, acquisti, news e molto altro...
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  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
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29 aprile 2012 7 29 /04 /aprile /2012 08:48

se-muoio-sopravvivimi.jpgSe muoio sopravvivimi, con tanta forza pura è l'ennesima poesia di Pablo Neruda, rivisitata con un video suggestivo e ricco di fascino e nostalgia, in una splendida opera di poche righe in cui Neruda ci insegna come affrontare ogni tipo di abbandono in ogni situazione triste che ci può riservare la vita. 

Alcune immagini utilizzate per realizzare il video provengono dalle Foto dìarte di Alfredo Troisi, mentre il video è stato realizzato da "Arte Nascosta".

 

 

 

 

"Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
che desti la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud leva i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso o i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità d'allegria,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi in mia assenza come in una casa.

È una casa tanto grande l'assenza
che v'entrerai traverso i muri
e appenderai i quadri all'aria.

È una casa tanto trasparente l'assenza
che senza vita ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò un'altra volta."

Pablo Neruda.


 

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13 aprile 2012 5 13 /04 /aprile /2012 19:53

 

Ode al giorno felice

ode-al-giorno-felice.jpgQuesta volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore. 

Camminando,dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto,gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

 

spiaggia-sabbia.jpg
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto,
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché si,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te,con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda

 

 


 


 

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30 marzo 2012 5 30 /03 /marzo /2012 08:43

E crescendo impari... 

felicità meditareE crescendo impari che la felicit
à non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
 

 

Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffè al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
fiore

E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei cinque minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
scala della felicitàE impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
 

 

E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

( Anonimo ) 

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24 marzo 2012 6 24 /03 /marzo /2012 18:28

occhi-neri.jpgGiovanni Meli è un poeta nato in Sicilia nel Settecento da Antonio e Vincenza Torriquas, conosciuto in tutta Italia per le sue splendide poesie in siciliano.

Il suo esordio è avvenuto alla tenera età di quindici anni con dei versi che furono apprezzati tra i letterati palermitani che lo fecero diventare socio dell’Accademia del Buon Gusto, passando tra i più esclusivi circoli della nobiltà.

Tra le poesie più belle, scritte in siciliano e non facili da tradurre troviamo L’occhi (gli occhi):

        L'occhi

 

        Ucchiuzzi nìuri
         si taliati,
         faciti càdiri
         casi e citati;
         jeu, muru debuli
         di petri e taju,
         cunsidiratilu
         si allura caju!
         Sia arti maggica,
         sia naturali,
         in vui risplendinu
         biddizzi tali, 
         chi tutti ‘nzèmmula
         cumponnu un ciarmu
         capaci a smoviri
         lu stissu marmu. 
         

         À tanta grazia
         ssa vavaredda, 
         quannu si situa
         menza a vanedda, 
          chi, veru martiri
         di lu disiu, 
         cadi in deliquiu
         lu cori miu! 
          Si siti languidi, 
         ucchiuzzi cari, 
         cui ci pò reggiri? 
         cui ci pò stari? 
         Mi veni un pìulu, 
         chi m’assutterra, 
         l’alma si spiccica, 
         lu senziu sferra. 
         

         Poi cui pò esprimiri
         lu vostru risu, 
         ucchiuzzi amabili, 
         s’è un paradisu? 
         Lu pettu s’aggita, 
         lu sangu vugghi, 
         sù tuttu spìnguli, 
         sù tuttu agugghi. 
         Ma quantu lagrimi. 
         ucchiuzzi amati, 
         ma quantu spasimi
         chi mi custati! 
         Ajàti làstima
         di lu miu statu: 
         vaja, riditimi, 
         ca sù sanatu!

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18 marzo 2012 7 18 /03 /marzo /2012 10:51

guarda ancoraDopo tanto tempo torno a parlare di libri e vorrei farlo con l’ultimo romanzo letto, Guarda ancora, un avvincente thriller a sfondo psicologico di Lisa Scottoline, autrice americana di origini marchigiane che ci racconta una storia molto particolare di una mamma con il suo bambino adottivo ala ricerca della verità.

Ho preso il libro in prestito in biblioteca, inizialmente scettico sull’autrice (che non conoscevo affatto) e sulla trama letta sommariamente, ma avventurandomi nella lettura ho scoperto, pagina dopo pagina, di essere molto incuriosito dalla trama e dal racconto, le cui pagine scorrevano velocemente sotto i miei occhi.

 

La trama:

Il romanzo è ambientato negli Stati Uniti e precisamente a Filadelfia e la protagonista, una bella donna di nome Ellen Gleeson, è impiegata presso una redazione giornalistica che ha subito gli effetti della crisi finanziaria e sta attraversando un triste periodo di licenziamenti.

Lisa ScottolineEllen ha adottato due anni prima un bambino dai grandi occhioni blu, Will, conosciuto in ospedale perché stava scrivendo un articolo sulle infermiere dell’unità di terapia intensiva pediatrica del Dupont Hospital di Wilmington e Will era ricoverato nel reparto di terapia cardiaca per un difetto al setto ventricolare.

Will era più magro rispetto agli altri bambini e costretto a stare nel lettino dalle sbarre alte con una serie di tubicini che sembrava fosse prigioniero e legato al letto e osservava l’ambiente circostante senza mai soffermarsi sugli occhi delle infermiere e delle persone che lo osservavano e le continue visite di Ellen catturarono la sua attenzione.

Ellen fu talmente attratta da quello sguardo che decise di adottarlo, nonostante fosse una donna single, ma le leggi dello stato lo permettevano e la loro vita due scorreva allegramente, fino a quando Ellen non trovò nella cassetta della posta l’annuncio di un bambino scomparso dall’aspetto molto simile a quello di suo figlio Will.

Tutta una serie d’indagini e d’insolite coincidenze spinge Ellen a trascurare il lavoro e a investigare privatamente su questa strana vicenda che la condurranno a una triste verità che sconvolge e turba la sua vita e in particolare il suo ruolo di madre.

Le mie considerazioni:

Il libro, sin dalle prime pagine, è molto scorrevole, si è subito catapultati nella vita di una donna con tutti i suoi dubbi, le insicurezze e la voglia di veder crescere il bambino adottato nel migliore dei modi, ma con un dubbio che le logora la mente e s’insinua nella sua vita come un tarlo che corrode ogni legame di stabilità e sicurezza e difficile da debellare.

look againIl rapporto tra madre e figlio è molto saldo, si nota da continui dialoghi e dall’affetto che lega una madre al proprio figlio, nonostante si tratti pur sempre di un’adozione e leggendo il libro, la Scottoline è bravissima a evidenziare questo legame e a risaltarlo in ogni pagina.

I colpi di scena sono tanti, così come le emozioni e i sentimenti di rabbia, d’impotenza e di frustrazione che fanno da padrone in tutta la narrazione e riescono a tenerti incollato al libro, nonostante l’ora tarda, così come scrive in copertina Garlan Coben:

Lisa Scottoline scrive dei thriller mozzafiato che mi tengono sveglio la notte”.

Infatti, anche sul retro della copertina del libro ci sono altre citazioni di libri e testate giornalistiche di rilievo che esaltano la bellezza del libro e l’abile maestria di una scrittrice che, a detta di molti, è un’abilissima narratrice di romanzi thriller.

A tal proposito, Booklist riporta:

Legami familiari, intrigo giudiziario, trama coinvolgente ed efficace. Un successo assicurato”.

e ancora:

un noir scottante sul peggiore incubo di ogni madre. Il miglior libro di Lisa Scottoline”. Kirkus Review

 

La scrittrice:

scottolineLisa Scottoline, oltre ad essere una scrittrice statunitense di successo è anche un avvocato che professa l’avvocatura fino alla nascita di sua figlia, quando si decide di abbandonare il lavoro per dedicarsi interamente alla scrittura.

Vincitrice del premio Edgar Allan Poe Award per il thriller Final Appeal, ha scritto tutta una serie di romanzi legati all’ambiente legale, tra cui troviamo Legittima vendetta, Giustizia sommaria, Processo alla difesa, Lady killer e altri romanzi tra cui Condotta indecente, Daddy’s girl e L’angolo del diavolo.

Conclusioni:

In conclusione consiglio a tutti di intraprendere questa bellissima lettura, la cui trama la ritengo davvero geniale e sorprendente e il contenuto emozionante e mai noioso e consiglio pure di leggere, leggere e leggere ciò che più vi piace.

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10 marzo 2012 6 10 /03 /marzo /2012 12:05

Il tuo sorriso, Pablo Neruda

sorriso.jpgUna tra le tantissime meravigliose poesie di Pablo Neruda, dedicata al rapporto tra un uomo e una donna, alla loro storia d’amore e in particolare al sentimento di amore profondo che nutre un uomo per la sua amata, al suo sorriso di cui non riesce a farne a meno.

Un sorriso paragonato a un fiore, al fiore tanto atteso, una rosa, di cui non si può fare a meno, anche privandosi del pane, dell’aria, della luce, della primavera, ma mai di quel sorriso che è l’unica fonte di vita che gli permette di andare avanti e se quel sorriso gli si fosse negato lui ne morirebbe di dolore. 

 

 

Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria,

ma non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia,
la repentina onda d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte le porte della vita.
Amor mio, nell'ora più oscura sgrana il tuo sorriso,

e se d'improvviso vedi che il mio sangue

macchiale pietre della strada,ridi,

perché il tuo riso sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno, il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora.
Riditela della notte, del giorno, della luna,
riditela delle strade contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria, la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei.

 

 

 

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13 febbraio 2012 1 13 /02 /febbraio /2012 10:42

poesia for web.jpg

 

Oggi ho il piacere di pubblicare una delle tante bellissime poesie di Elena, una cara amica che ho conosciuto sul web e dotata di una sensibilità unica.

Scrive poesie da tanto tempo e non le ha mai pubblicate in una raccolta o un libro, come hanno fatto diversi amici comuni e una delle sue bellissime poesie ho il piacere e l’onore di ospitarla sul mio blog.

 

 

 

 

E piove

E’ già mattina
profumi intensi caffè
apro le finestre
respiro aria nuova...
Con lo sguardo all’insù
... Mi accorgo che oggi le nuvole
hanno oscurato il cielo..
Non c’è il sole coi suoi raggi
Quel sole che scalda ed illumina il mondo...
e mi accorgo che:

Piove

Si, piove sulla nuda terra
sprigionando un profumo che solo la natura ha
quella natura che sovente si ribella all’uomo
Cadi battendo forte
Sui tetti, sui vetri delle case
sugli alberi,sui prati..

Piove

Giardini deserti
Le panchine vuote :gli anziani
sono rimasti nelle loro case
oggi
non si faranno compagnia
Dalle finestre sospiri ansiosi
quanta malinconia nei loro occhi
con lo sguardo smarrito
viaggiano a ritroso nel tempo
pensano ad un tempo che più non è...

E piove

Sui campi di calcio non vedo ragazzi giocare a pallone
Non odo le risate dei bimbi
Nei giardini le giostre son ferme
Le altalene son vuote, ondeggiano lente le accompagna un leggero venticello

E piove

Sulla spiaggia deserta
Sul mare...da lontano solo qualche peschereccio vedo arrivare

O mare! La pioggia che vien giù forma piccoli cerchi ..li vedo ondeggiare...
Oggi il tuo colore non è azzurro
Ti sei vestito di un grigio perla per far tutt’uno con il cielo tetro
Ed io ti guardo, il tuo agitato brontolio mi fa compagnia
Mentre la pioggia
bagna il mio viso
Accompagna il mio cammino

di un giorno come tanti

Piove...

Il commento di Elena:

pioggiaPercepisco la pioggia come metafora di Vita...pioggia che bagna, cielo uggioso ma poi...la Speranza...l'odore della Terra bagnata, pioggia che bagna i campi e permette...al Ciclo della Vita di proseguire...

attraverso la pioggia manifesto le mie sensazioni...ascoltando nel silenzio il suo battere incessante ...viaggio ...sogno guardo ma soprattutto penso..mi sento libera di sognare ma non solo ...adoro camminare sotto la pioggia..mi fa sentire la percezione di esserci..nel bene o nel male ...vivo in libertà fra i miei pensieri...
Ringrazio Rosario per avermi permesso di postare nel suo blog.

 

Ovviamente ricambio con un ringraziamento particolare a Elena per avermi dato l’onore di pubblicare una delle sue splendide e toccanti poesie, con annesso il commento personale nel mio blog. :D

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12 febbraio 2012 7 12 /02 /febbraio /2012 17:12

john grishamTempo fa ho avuto il piacere di confrontarmi con un caro amico sulla letteratura e in particolare sui grandi scrittori di romanzi stranieri, uno dei quali è proprio John Grisham, conosciuto per i suoi superbi romanzi il cui argomento principale è il legal thriller. 
Parlando con lui mi ha consigliato di leggere "Innocente, una storia vera" e ho seguito il suo consiglio, documentandomi anche sul web per capire cosa ne pensava la gente di questo romanzo insolito e atipico. 
Ho letto alcuni dei commenti di blogger e semplici lettori e mi rendo conto che il libro di cui sto per parlarvi è così particolare che può piacere oppure no, ma si tratta pur sempre di una storia realmente accaduta. 
Quando ho cominciato a leggere il libro, sono stato tentato più volte di abbandonare la lettura, vista la lentezza iniziale e la descrizione, a mio avviso troppo particolareggiata, della vita di uno dei protagonisti del libro, ma scorrendo le pagine mi sono pian piano appassionato alla lettura e innamorato della storia a tal punto da finire un libro, di oltre trecento pagine, in brevissimo tempo. 

La trama: 
innocenteIn una cittadina dell'Oklahoma è stata uccisa una giovane ragazza, ritrovata da un'amica nuda, coperta di sangue e con parole scritte sul corpo e sui muri con il ketchup.

Il paese, Ada, è tranquillo, dove tutti gli abitanti si conoscono e la polizia è impreparata a un evento simile e il caso resta irrisolto per cinque anni, fino a quando non decidono di incriminare un ragazzo del paese per i suoi comportamenti strani. 
Tratto da una storia vera il nostro protagonista principale è un promettente giocatore di baseball, Ron Williamson, che a causa di un infortunio a un braccio, a dei lavori sempre instabili e a un divorzio, passa all'alcol e alla droga, cominciando ad avere segni di squilibrio. 

È arrestato diverse volte e i cittadini lo guardano con sospetto e timore al punto da essere incriminato per l'assassinio brutale avvenuto; entra ed esce da centri di cura e si ritrova al centro di un processo assurdo che lo porterà dritto al braccio della morte.
A complicare le cose c'è la difesa dell'imputato da parte di un avvocato non vedente il cui unico assistente in grado di leggere per lui e osservare foto, prove e documentazioni, si dimette per partecipare a un altro processo. 
L'avvocato, nonostante sia bravo, non ha intenzione di perdere tempo in una causa in cui non è nemmeno pagato. 

"La legge non è più uguale per tutti ove per motivi economici all'imputato sia preclusa una 
partecipazione significativa a un procedimento giudiziario in cui rischia di perder la libertà." 

Alla storia di Ron Williamson in contemporanea nel romanzo si parla di un altro omicidio che sconvolge il paese e altri due uomini sono arrestati, processati e mandati al braccio della morte sempre ingiustamente, subendo parallelamente le ingiustizie di Williamson. 
Non vado oltre con la trama, per non rivelare informazioni importanti e per darvi la possibilità di assaporare il libro con il giusto entusiasmo e la passione che ha preso me dopo la lettura iniziale. 

Le mie impressioni: 
john grishamImpotenza, rabbia, senso di frustrazione e pietà sono prevalsi tra i miei sentimenti durante la lettura di questa storia che mi ha lasciato molto amaro in bocca e mi ha fatto riflettere parecchio. 
Grisham, il maestro dei legal thriller, dei romanzi ambientati in aule di tribunale, commentando il processo ci fornisce una serie di suoi pareri e informazioni aggiuntive sulle modalità in cui si svolgono il processo, le indagini, il controinterrogatorio, e su tutta quella serie di menzogne dette e non giudicate tali in fase dell'interrogatorio dei vari testimoni. 
Sapere che un innocente può essere giustiziato per errori commessi dal sistema è qualcosa di terrificante che non dovrebbe esistere, così come non trovo giusta la pena di morte per criminali incalliti, reputandola una violazione dei diritti umani fondamentali, che non può offrire alcun contributo costruttivo agli sforzi della società nella lotta contro il crimine violento ed è priva di effetto deterrente. La pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta a innocenti, ma sono favorevole a una mirata e giusta rieducazione per dare a tutti un'altra possibilità. 

L'autore: 
grishamDopo Ken Follet, ritengo John Grisham uno dei migliori autori di romanzi thriller che ho letto, e ho sempre alternato gli avvincenti scritti di Follet con le storie di tribunale del maestro Grisham. 
Autore di numerosissimi libri, è definito il padre del legal thriller, genere nel quale suspense, emozioni e intrighi si uniscono al mondo legale.

Dagli avvocati ai giudici, dai tribunali sino alla camera dei giurati Grisham descrive con particolare cura le procedure legali evitando di apparire troppo tecnico per una lettura anche ai neofiti. 
Da "Il Socio" a "L'Appello" per poi passare a "Il Cliente", sono moltissimi i libri di Grisham che sono poi diventati le storie di bellissimi film, con grandi successi anche nel mondo cinematografico. 

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23 gennaio 2012 1 23 /01 /gennaio /2012 10:54

albero.jpg 

 

 

Un'altra poesia, tra quelle prese dal libro di Ilenia Basile, Adoro i numeri, edito dalla Ciesse e acquistabile online in formato ebook o in versione cartacea, che mi ha particolarmente colpito per la semplicità e la sua profondità è Albero, che vi riporto con il commento dell'autrice a seguito.

 

 

 

 

 

 

Albero

Albero abbattuto dal vento
tronco spezzato dalle radici solide
hai sparso semi
che sono germogliati
tanto hai fatto e tanto hai donato
tanto ancora avevi da fare, prove,
emozioni nuove da vivere
aria da purificare
il tempo ha deciso per te
hai lasciato solo solide radici
dalle quali trarre forza
e coraggio per andare avanti
da te tanto hanno imparato
a te tanto dovevano chiedere
silenzio e vuoto
adesso
certezza che dalle tue radici
dai tuoi insegnamenti
andranno avanti
germogliando
punto fermo
nello scorrere della vita

 

 


Cover Adoro i numeriAlbero è una delle poesie che preferisco perché l’ho dedicata a mio nonno, che non c’è più e a un amico, anche lui scomparso prematuramente, due persone importanti e fondamentali nella mia vita.

Il nonno perché mi ha dato tanto e insegnato di più, al mio amico perché la sua assenza si sente, mi manca, mi ha insegnato a non mollare mai, a non scoraggiarmi davanti a nulla, la sua malattia e la sua voglia di vivere e di sorridere sempre davanti a qualunque avversità mi ha insegnato che la vita va vissuta tutta senza rimpiangere nulla.

Perché la metafora con un albero e le sue radici, perché sappiamo che gli alberi crescono lentamente, hanno radici solide, generano vita…così noi, nasciamo e moriamo e lungo il percorso della vita che sia breve o lunga diamo e riceviamo forza, coraggio, esperienze, emozioni.
Non è concetto un facile da spiegare, ma la mia vuole essere un modo di celebrare il binomio vita morte con la speranza e la certezza che chi ci lascia non lo fa mai in modo definitivo, ma vive dentro noi per quello che ci ha dato.

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12 gennaio 2012 4 12 /01 /gennaio /2012 14:25


copertina coriolanoCoriolano della Floresta, il libro che sto per presentarvi, l'ho trovato in libreria da Flaccovio (che poi è la casa editrice del libro), proprio dopo aver terminato di leggere i Beati Paoli di Luigi Natoli e l'ho acquistato senza nemmeno pensarci su, desideroso di leggere il seguito degli "amici" Blasco di Castiglione e Coriolano della Floresta e l'evolversi delle loro vicende a una cifra irrisoria, poiché si tratta di oltre mille pagine (ho speso appena 19,50Euro).
Il libro, come il precedente, ha la copertina gialla con raffigurati degli uomini incappucciati e attorno ad un tavolino con un libro aperto e un crocifisso che stanno interrogando un nobile, mentre nella parte centrale la seguente scritta:
"Dalle scalinate romane di Trinità dei Monti alle stradine di Napoli, dai boschi siciliani ai sotterranei e ai palazzi di Palermo continua la saga dei Beati Paoli."
Il libro comincia con un'interessantissima e necessaria introduzione di Rosario La Duca che ci delucida e anticipa le vicende storiche narrate nel romanzo, per nulla noiose e che rendono ancora più completa e affascinante tutta la trama.
Un mio consiglio è di leggere per primo il romanzo dei Beati Paoli, giusto per dare una corretta cronologia a tutta la storia, ma è anche possibile non farlo poiché il romanzo è abbastanza slegato dal primo e in ogni caso ci sono le note alla fine del libro che aiutano a chiarire alcuni personaggi e le loro storie.
Nelle note ci sono anche interessanti informazioni riguardo ad alcune frasi tipiche siciliane, oltre che a una breve descrizione di alcuni luoghi che caratterizzano Palermo e le sue meraviglie.

La trama:
copertina 2Non è facile parlare della trama di questo romanzo perché svelerei troppe cose, per cui mi limito a una trama rapida e poco approfondita.
Protagonista del romanzo è Cesare Brancaleone, un giovane valoroso e di origini sconosciute che s'innamora della bella Giovanna Oxorio, una fanciulla nobile che farà viaggiare Cesare da Roma a Napoli, per poi scendere in quella Sicilia settecentesca, affascinante e misteriosa, spinto dalla passione e dall'amore eterno.
Ed è proprio a Palermo che si sviluppa quasi tutta la vicenda, quella Palermo tanto amata dall'autore, una città in netto contrasto, dove regna lo sfarzo delle potenti famiglie nobili, con i loro palazzi e le loro carrozze sfarzose e con la miseria più assoluta fatta di case povere e carena di cibo.
Come in tutte le storie d'amore in apparenza impossibili ci sono i buoni e i cattivi, quelli favorevoli a questo matrimonio e quelli che faranno di tutto pur di non vedere trionfare l'amore sincero.
E saranno proprio quei Beati Paoli, la misteriosa setta degli uomini con il cappuccio, i cosiddetti "vendicosi", a proteggere i due giovani contro la famiglia Oxorio che è capace di tutto pur di non dare la propria figlia in sposa a un giovane di non eguale nobiltà.
I Beati Paoli, nuovamente riunitisi dopo cinquanta anni, prendono a cuore questa storia e cercheranno di proteggere i due giovani e una città, la bellissima Palermo, oppressa dai nobili che controllano il mercato dei beni di prima necessità per arricchirsi alle spalle del popolino che può ben poco per far sentire il proprio urlo di disperazione.

Le mie considerazioni:
coriolano della florestaUn romanzo per me bellissimo, affascinante, interessante, una storia d'amore di altri tempi, una narrazione impeccabile, ipnotica, che tiene legato il lettore sin dalle prime pagine.
Vi è mai capitato di avere per le mani un "mattone" di oltre mille pagine e pensare: "Non ci riuscirò mai a leggerlo", "speriamo di finirlo entro il prossimo anno" e via discorrendo?
E quando state per giungere agli ultimi capitoli, alle ultime pagine di pensare: "speriamo che non finisca, speriamo che ci sia un seguito".
Beh, questo e altro ancora è ciò che ho provato nel leggere queste meravigliose pagine che scorrevano tra le mie dita come un fiume in piena, carico di emozioni, di colpi di scena, di storie popolari e di luoghi incantevoli in cui è facile impersonarsi nel protagonista della storia.
Come vi dicevo siamo di fronte ad una storia d'amore tra due giovani magistralmente raccontata, un amore fatto di sguardi, di sorrisi, d'inchini, di parole e promesse dettate con il cuore in mano, di un amore puro e sincero che oggi sembra impensabile e irreale.
luigi-natolidipinto-fi-f-camarda1934.jpgLa storia si sposta da Trinità dei Monti a Roma, dove Cesare conosce e corteggia appassionatamente la bella Giovanna passando per le stradine di Napoli, una città viva, fatta di grandi signori, ma anche di gente comune, verace, servizievole, generosa, la cui bontà d'animo fa superare ogni piccolo e grande ostacolo.
Molto simpatici e coloriti i personaggi che Cesare, il nostro protagonista, incontra per le strade partenopee, gente che per un "tarì" dato da un nobile o un cavaliere si mette subito a disposizione.
Luigi Natoli è pazzo della bellissima Palermo e con il suo romanzo ne esalta le bellezze, fa paragoni assurdi e azzardati con altre città d'arte, ci descrive ogni viuzza, ogni monumento, ogni luogo con una tale precisione e accuratezza che per un palermitano è uno spettacolo ritrovarsi quegli stessi luoghi che ancora oggi persistono e sono visibili in giro per la città(ovviamente è inutile rilevare che ogni città è bella di suo e non confrontabile con le altre).


Durante la narrazione non ho riscontrato mai una parte noiosa, lenta, tutto scorre alla perfezione, senza alcun intoppo, i colpi di scena sono frequenti, le emozioni pure, i personaggi curiosi ed interessanti non mancano e le trame s'intrecciano e si slegano molto fluidamente.
Coriolano 1Cesare è un tipo tosto, valoroso e impavido e attorno a lui ruotano amore, odio, fratellanza, amicizia profonda, incomprensioni legate alla mentalità a tratti ottusa e plagiabile della gente potente, spie, assassini e povera gente dal cuore grande.
E nei luoghi più impensabili, nascosti da tutto e da tutti, ma in grado di tessere una tela grande quanto tutta la città con pochi adepti, agiscono in gran segreto e con i loro codici i famosi Beati Paoli, quegli uomini incappucciati e misteriosi che sanno tutto e che sono pronti a sacrificare chiunque per il bene del popolo e degli oppressi, quella setta che molti credono sparita nel nulla, ma di cui hanno paura di nominare.

Un romanzo che non può mancare in una libreria che si rispetti, qualcosa di cui un siciliano non può e non deve farne a meno, un racconto che oserei paragonare come bellezza e come emozioni ai Promessi Sposi, anche se, per ragioni a me inspiegabili, non ha avuto la stessa fama e la stessa visibilità.
Senza aver letto I Beati Paoli, difficilmente sarei rimasto catturato da questo libro dal titolo alquanto bizzarro e di difficile pronuncia, perdendomi una storia in cui ci si trova tra castelli, regine, re, cavalieri, duchi, contesse, carrozze e palazzi magnifici, cortigiani, pretori, medici e gente comune che vive di sacrifici e stenti quotidiani.
Con questo romanzo termina, ahimè, la saga dei Beati Paoli, due romanzi che custodisco gelosamente nella mia piccola libreria e che consiglio vivamente a tutti di leggere.

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Libri e letteratura
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