Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog

Presentazione

  • : Blog di cactus, acquisti, news e molto altro...
  • Blog di cactus, acquisti, news e molto altro...
  • : Blog con consigli pratici, sport e attrezzature sportive, ricette siciliane, consigli per gli acquisti, notizie di attualità, eventi, sagre, fiere, feste regionali e una sezione dedicata al mondo dei cactus, alla loro coltivazione e tante altre curiosità e informazioni utili.
  • Contatti

Profilo

  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.

Seguimi su Twitter

Logo-Twittergrey

Cerca

23 ottobre 2011 7 23 /10 /ottobre /2011 12:16

La raccolta delle olive

L’autunno è il periodo dei funghi, delle castagne, delle foglie cadenti e della raccolta di uva e olive, un lavoro che da sempre ha spinto intere famiglie in campagna, con scale, sacchi, tende e ceste ("i carteddi") per dedicarsi a questo compito oneroso e pesante, ma anche un’occasione per stare tutti assieme impegnati in un lavoro faticoso ma ricco di soddisfazioni.

232-ulivi1Abitando in campagna, in una casa circondata da ulivi saraceni di grandi dimensioni, sono stato abituato, sin da piccolo, a collaborare per la raccolta delle olive e ricordo con piacere quelle settimane trascorse all’aria aperta, in mezzo al verde, a raccogliere le olive da terra, a stendere le tende e ho imparato la famosa arte dello “sfilare le olive” dai rami.

Mentre una mano tiene fermo il rametto l’altra, attraverso pollice e indice, striscia lungo tutto il ramo per sganciare le olive con movimenti rapidi e decisi e i tanti strumenti a disposizione quali bastoni e rastrelli a poco servivano se le olive non erano ben mature o per i rami ad altezza uomo.

uliviInfatti, nella mia zona è raro vedere gente che utilizza i bastoni o le cosiddette “manuzze”, dei particolari rastrelli di piccole dimensioni, estendibili e a forma di mano, che raggiungono le posizioni più alte degli alberi e li sganciano, ma si è sempre utilizzata una scala in legno, possibilmente legata al ramo portante, e il solo ausilio delle mani.

 

ulivi-verdi-e-secolariHo sempre adorato raccogliere le olive, tra l’erbetta umida di rugiada e cresciuta da poche settimane, sentire l’odore delle tende e dei sacchi di iuta impregnati di olive pestate, ma anche l’atmosfera di allegria, nonostante la fatica e la stanchezza, che aleggiava attorno a un albero carico di olive o quando calava la sera, attorno alle tende, a dividere le olive dalle foglie e dai rami.

Tra i vari tipi di olive che si trovano nella mia zona, troviamo l’oliva cerasuola, nocellara, teminese, ogliarola e la biancolilla, ognuna con delle caratteristiche proprie che la contraddistinguono dalle altre varietà e che, mescolata tra di loro per la presenza di alberi di diverse specie coltivati, producono un olio dal gusto intenso, forte e deciso.

Gandolfo Pietro - ULIVI E COLORI 1Gli alberi vanno potati, solitamente, ogni due anni e in base all’annata, visto che si alternano anni di carica con anni in cui si produco poche olive e spesso si lasciano nell’albero o si raccolgono solo le più grosse e corpose per schiacciarle e farle in salamoia.

DSCN1022Crescendo ho ottenuto il permesso di salire sulla scala a forbice per raggiungere i rami più alti e, acquistando sicurezza e fiducia, ho cominciato a salire direttamente sull’albero, camminando o arrampicandomi tra i rami più grossi e resistenti e alla fine ho utilizzato la scala a petto.

Lavorare sopra l’albero, rispetto ai lavori da terra è molto più faticoso, i rami graffiano spesso le braccia e le mani, ma raggiungere determinate olive poste in zone quasi irraggiungibili è una grossa soddisfazione, nonostante i tanti dolori alla schiena per l’assunzione di posizioni a volte assurde e inusuali.

DSCN1021Terminata la raccolta, si portano le olive al frantoio e si attende con ansia e grandi aspettative il proprio turno, confrontandosi con altri amici o conoscenti sul raccolto e in particolare sulla quantità di olive da macinare o dalla quantità di olio ottenuto in percentuale alle olive, tutti calcoli che ho cominciato a capire con il tempo.

All’interno del frantoio, le prime volte, era un divertimento, osservare tutti i processi di lavorazione delle olive, annusare tutti gli odori provenienti da presse, macine e macchinari vari e finalmente veder uscire da un rubinetto il frutto del proprio lavoro, prima con poche gocce, poi con maggiore intensità, per la gioia di tutti.

Terminata la fase del frantoio, si tornava a casa, con la nonna in attesa di conoscere “ a quantu icco’” (quanto ha reso la spremitura) e la quantità di olio prodotto e con le fette di pane per assaggiare la bontà dell’olio.

Gli anni sono passati, le olive le raccolgo ancora, ma mancano tante persone all’appello e l’entusiasmo di una volta, anche se rimangono le soddisfazioni a fine raccolta e il piacere di assaggiare l’olio appena spremuto, con i ricordi che sbiadiscono, ma che si portano sempre dentro.

olio frantoio


Repost 0
Published by Rosario (ilrepungente) - in Flora e Botanica
scrivi un commento
21 ottobre 2011 5 21 /10 /ottobre /2011 10:34

La Zagara ritorna a Palermo

 

“Tra le poche mostre d’eccellenza al Sud, in uno dei giardini più belli del mondo”.

(Gaetano Zoccali, Marie Claire Maison, Settembre 2011)

 

segnalibro ottobre 2011fronteIl 29 e il 30 ottobre del corrente mese si terrà nell’Orto Botanico di Palermo una manifestazione imperdibile per tutti gli appassionati di piante, di fiori e di frutti, ma anche per i semplici curiosi che si vogliono avvicinare al meraviglioso mondo della botanica in generale, della biodiversità e delle piante rare e da collezione.

LogoZag

 

La manifestazione è, nello specifico, una mostra mercato chiamata “La Zagara – Atmosfere d’autunno” già alla terza edizione e il cui nome deriva dal fiore di arancio che è un po’ il simbolo della Sicilia e un meraviglioso fiore di colore bianco con petali delicati che formano una corolla a forma di stella e dal profumo dolce, intenso e inebriante.

 

L’Orto Botanico di Palermo è la location ideale per una manifestazione del genere, vista la sua vastità, per la presenza di piante secolari, rare e provenienti da tutto il mondo e con una collezione di circa dodicimila piante, ospitate al suo interno tra giardini, serre e specchi d’acqua che lo rendono un luogo di una bellezza e di un fascino inimitabile, oltre che culturalmente interessante.

ortobotanico-palermoLe altre due edizioni, una delle quali svolta proprio nell’aprile del corrente anno, ha avuto un grande successo, con tantissimi partecipanti, tra vivaisti, appassionati e curiosi ed è stato un motivo di incontro e confronto sulle tecniche di coltivazione, per richiedere informazioni e per stare tra amici a discutere in estremo relax.

Tra i tanti prodotti in mostra e i mercatini troviamo, oltre alle zagare, anche piante da giardino e da appartamento, gelsomini e pelandroni di varie forme e colori, rose di tantissime varietà, orchidee del Lago Maggiore, piante aromatiche, rare e da collezione e tante altre specie, tra cui, con buona probabilità, i cactus, per la gioia di molti.

Dal sito ufficiale non si hanno ancora notizie certe dei vari espositori che parteciperanno, ma visti i successi delle due precedenti edizioni e l’ottima pubblicità preannunciano un altro grande successo, con concerti, presentazioni di libri, degustazioni e conferenze varie.

 

orto-botanico

L’ingresso all’Orto Botanico e per assistere alla manifestazione ha un costo di tre euro per il biglietto intero e di due per quello ridotto, una cifra irrisoria per poter girare attorno all’Orto.

Sul sito .Lazagarapalermo.it è possibile visionare la mappa per raggiungere l’Orto Botanico, gli espositori, i contatti, le brochures e l’album fotografico delle precedenti edizioni.

L’indirizzo email per ottenere maggiori informazioni è il seguente:

la.zagara@email.it

L’inaugurazione si svolgerà a partire dalle dieci del mattino nei giardini dell’Orto, situato in Via Lincoln al numero due e siete tutti invitati a partecipare, per un evento unico da non perdere.

Cartott011 fr rid

Repost 0
Published by Rosario (ilrepungente) - in Flora e Botanica
scrivi un commento
15 ottobre 2011 6 15 /10 /ottobre /2011 09:19

 

Pleurotus Eringi o fungo di ferla

Circa sei anni fa ho scoperto, tramite amici, l’esistenza di un fungo che cresce solo in una determinata zona delle montagne del mio paese (ma che cresce anche in buona parte della Sicilia), il Pleurotus Eringi.

Questo tipo di fungo è chiamato comunemente “fungo di ferla” perché cresce sulla base del tronco spugnoso della ferla, una pianta erbacea annuale, alta circa un metro e mezzo, della famiglia delle Apiacee a forma di ombrello di cui si nutre il fungo quando la pianta diventa secca.

Si trova in terreni in cui pascolano gli animali e le stagioni in cui cresce, sono la primavera e l’autunno, anche se li ho raccolti solo in autunno, ma la prossima primavera ho intenzione di fare un’altra passeggiata perlustrativa, piogge permettendo.

Individuare i funghi, per un occhio non esperto, non è facile, il colore del loro cappello è sul marrone grigio, la forma convessa e frastagliata e si mimetizzano facilmente perché dello stesso colore del terreno prettamente argilloso.

75680 1711087061709 1374107441 1803836 1216991 nIl gambo del fungo è sodo e di colore bianco, mentre sotto il cappello presenta delle striature o lamelle di colore nocciola e molto fitte tra di loro; solitamente crescono a gruppi compatti di circa sette dieci funghi grandi e quelli più piccoli alla base, ma si possono trovare pure singolarmente e vicini tra di loro nello spazio di un metro quadrato circa, ma sempre in prossimità di vecchi arbusti di ferla.

 Lo scorso anno ha piovuto parecchio e le aspettative di fare un buon raccolto erano tante, nonostante la gente, sempre in numero maggiore di anno in anno, esca in qualunque giorno della settimana per andare alla ricerca di questo prelibatissimo fungo.

Una domenica mattina, armato di panierino, coltello e stivali, mi sono fatto una bella passeggiata di circa due ore, tra l’erba alta e bagnata di rugiada, i fiori di zafferano che facevano capolino con il loro colore viola e arbusti di ferla giovani e vecchi che circondavano il territorio.

Molta gente tornava con i panieri semi vuoti, sconsigliandomi di continuare perché la zona era stata setacciata, ma io contavo sulla mia vista e sulla voglia di farmi comunque una bella passeggiata in mezzo alla natura e all’aria aperta e mi sono addentrato in prossimità di una zona con arbusti sempreverdi poco calpestata.75680 1711087141711 1374107441 1803837 6515511 n

Dopo aver trovato qualche fungo passato e marcito e qualche altro di dimensioni piccole, ho trovato una rientranza in cui c’era almeno mezzo chilo di funghi e non potete immaginare la felicità per tanta fortuna.

Il taglio del fungo va fatto con delicatezza e in modo da lasciare una parte della base sul terreno per consentirne una successiva riproduzione; continuando la ricerca ho portato a casa un chilo e seicento grammi di funghi, di tutte le dimensioni e suscitando l’invidia di parecchia gente che quella giornata non aveva trovato tanti funghi dopo parecchie ore di girare.

 Da poco hanno aperto una fungaia proprio vicino casa mia con un paio di serre in cui coltivano alcune specie di fungo su letti di coltivazione e con mia grande sorpresa ho scoperto che coltivano anche funghi di ferla.

Ho provato i loro funghi, ma vi assicuro che non è la stessa cosa (nettamente inferiore sia come profumo sia come sapore), forse perché quelli coltivati in serra prendono meno acqua e quindi sono più duri e carnosi, forse perché quelli raccolti in natura, oltre ad essere su un terriccio sempre umido, sono cercati con tanto impegno e per questo hanno tutto un altro sapore, ma opterei per la prima supposizione.

Il prezzo dei funghi di ferla, sia in questa fungaia sia in negozio o dal fruttivendolo si aggira attorno ai quattro euro al chilogrammo, quello dei funghi raccolti in natura, secondo me, non si può calcolare.

fungo festUn evento da non perdere in Sicilia è la sagra del fungo di ferla chiamata "Fungo Ferla Fest" che si svolge da cinque anni a questa parte nel paese di Caltavuturo, in provincia di Palermo, situato nel Parco delle Madonie, con conferenze, incontri, visite guidate nei luoghi in cui il fungo cresce spontaneamente e con tante animazioni, musica ed eventi da non perdere.

Inoltre, la sagra, che si svolge per tre giorni consecutivi, è un’occasione per visitare il meraviglioso Parco delle Madonie e per assaggiare tanti prodotti tipici della zona, oltre ai prelibati funghi di ferla che sono cucinati in tanti modi da abili cuochi.

Sul sito .Comune.caltavuturo.pa.it è possibile informarsi sulla manifestazione, sulle eventuali date (solitamente si svolge a Novembre, ma è bene informarsi perché non è detto che si svolga ogni anno) 

 

Valgono ovviamente tutte le raccomandazioni e le precauzioni per quanto riguarda la ricerca e il consumo dei funghi, essendo prodotti facilmente confondibili e a volte simili tra loro, per cui potenzialmente pericolosi per l’uomo.

 E’ bene informarsi sulle normative vigenti nella propria regione o provincia e raccogliere solo specie conosciute e far controllare sempre il raccolto a degli esperti o da micologi per il riconoscimento di specie di funghi poco noti.

E’ importante sottolineare che per la raccolta dei funghi in generale è bene informarsi sulle normative vigenti nella propria regione, provincia o comune di residenza e raccogliere solo specie conosciute e far controllare sempre il raccolto a degli esperti o da micologi per il riconoscimento di specie di funghi poco noti.

Repost 0
Published by Rosario - in Flora e Botanica
scrivi un commento
7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 09:39

Dare una descrizione generale di una lithops è un'impresa davvero ardua, vista la molteplicità di forme, disegni, colori e fiori.
Le lithops sono un gruppo di piante succulente estremamente variabili ed esclusive della parte meridionale del continente africano, appartenenti alla famiglia delle mesembriantemacee, ma che con le dovute attenzioni, si possono coltivare in qualunque parte del mondo con ottimi risultati.
Per linee generali si tratta di due facce generalmente simmetriche e rotonde o ellittiche, separate da una fessura che può essere più o meno aperta ed evidente, la cui superficie è caratterizzata da linee o trattini (dette rubricazioni) o da puntini più o meno concentrati e con colorazioni diverse.
La pianta, se coltivata con i giusti metodi, al tatto risulta dura e soda mentre quando è morbida o con delle grinze sulla superficie laterale significa che ha bisogno di acqua o è in fase di muta e va lasciata vegetare senza alcun altro ausilio.

lith5
Infatti, la muta è un'altro degli aspetti tipici che caratterizzano queste piante e proprio come i serpenti che cambiano pelle, il loro tessuto si disidrata e le foglie (entrambe le facce della lithops) muoiono a favore di uno o più figli che si nutriranno nel primo stadio direttamente dalla parte succulenta della pianta madre.

In natura le lithops le troviamo in Namibia, in Botswana e in Sud Africa, in particolare nelle regioni montane e pietrose, sopratutto in presenza di zone ricche di quarzo e con terricci prevalentemente misti con pietre, sabbia e particolarmente aridi.

 

Particolare e affascinante è il fiore che sboccia in autunno (o in tarda estate per alcune specie) il cui colore varia dal bianco candido al giallo e con alcuni fiori caratterizzati da entrambi i colori.
Per dare un'idea si può accostare la forma del fiore ad una margherita, con un'ampiezza più o meno proporzionata alle dimensioni della pianta e a volte profumano intensamente,
probabilmente in base alla temperatura o all'umidità dell'aria esterna.
Dai fiori, opportunamente impollinati dagli insetti o manualmente dall'uomo attraverso un pennellino, nasce e si sviluppa una capsula seminifera che si apre a contatto con le gocce d'acqua, rilasciando i semi che spesso sono numerosi.

lith3
Solitamente i semi che si raccolgono vanno conservati in luogo asciutto per almeno un anno prima di seminarli poiché meno sono freschi e più alta è la probabilità che germinano, diversamente dalla maggior parte dei semi di cactacee o di altre piante.
Per seminarli basta spargerli in superficie in un vasetto contenente terriccio setacciato finemente con inerti quali lapillo, pomice o brecciolino e con il terreno umido germinano dopo appena tre, quattro giorni.

Un'altra caratteristica delle lithops è il mimetismo, infatti, sono spesso definite " piante mimetiche" per la difficoltà ad individuarle nel loro habitat naturale e purtroppo facilmente calpestabili dagli animali e dall’uomo.
In natura un metodo efficace per individuarle e scovarle è quello di mettersi in ginocchio e "sintonizzare" gli occhi per metterle a fuoco; basta avvistarne una o capirne la tecnica che all'improvviso spuntano come quei quadri che fissandoli mostrano una figura nascosta.

lith2

La coltivazione delle lithops:

Coltivare le lithops non è così semplice come coltivare le piante grasse, ma richiede un po' più di impegno e di attenzioni; infatti, molto spesso, si rinuncia a coltivarle perché con i primi tentativi le piante muoiono e si preferisce evitare di coltivarle perché si pensa che siano soggette a morte istantanea senza spiegazioni, quando in realtà si sbaglia a coltivarle.

Come tutte le piante grasse le lithops amano il sole, ma è importante abituarle gradualmente per evitare scottature, proprio come per l’essere umano ed evitare luoghi umidi e poco arieggiati.

Il consiglio è di acquistare sempre le piante da vivaisti specializzati, appurando che non siano piante coltivate in piena torba, ma in un terriccio ben drenante, per evitare che la torba soffochi con il tempo le radici, provocando la morte della pianta stessa in breve tempo.

lith1 

La semina:

Le soddisfazioni maggiori si hanno (così come per tutti gli altri tipi di piante) coltivando le lithops da seme, in modo da avere una collezione completa con spese decisamente irrisorie (rispetto al doverle acquistare una per una) e con un buon numero di piante sane e robuste perché si adattano più facilmente ai nostri errori sin da piccole.
La semina è effettuata prevalentemente in autunno, anche se si può seminare a inizio primavera e i semi germinano ad una temperatura compresa tra i 22 e i 28°C grazie a una buona illuminazione e mai in pieno sole (si rischierebbe di bruciare le giovani plantule).
Il vaso è molto importante poiché le piante adulte formano radici di circa dieci o dodici centimetri e devono avere dei fori di drenaggio per l'acqua in eccesso, onde evitare pericolosi ristagni.
L'irrigazione si può effettuare dall'alto o dal basso e il consiglio è di osservare la pianta; è lei stessa a farci capire se ha bisogno o meno d'acqua, in base al suo aspetto più o meno raggrinzito.
Da evitare assolutamente l'acqua in fase di muta perchè la pianta si nutre dei suoi stessi tessuti e marcirebbe improvvisamente; la qualità dell'acqua è indifferente (da rubinetto o piovana), anche se è necessario fare attenzione alla quantità che deve essere né troppa né troppo poca, ma si impara con l'esperienza a riconoscere il loro stato di salute e la necessità di cibo in base allo stato dei tessuti della pianta.

 

Dove acquistare:

Le lithops si possono acquistare nei vivai specializzati di zona o su internet, in uno dei tantissimi siti di aziende che offrono cataloghi completi di foto e informazioni dettagliate sui luoghi di origine e su eventuali field number che servono per identificare univocamente la provenienza della pianta o dei semi raccolti. I prezzi variano in base al tipo di pianta, alle sue dimensioni, dal tipo di crescita e alla difficoltà nel coltivarla, per cui si possono trovare lithops con prezzi che vanno da un euro fino ai sei euro per singola pianta delle stesse dimensioni.

Tra i tantissimi rivenditori di semi e piante online troviamo:

- .Semilandia.it

- .Koehres-kaktus.de

- .Milenaudisio.it
- .
Cactus-art.biz

 

 

lith4

Repost 0
Published by Rosario - in Flora e Botanica
scrivi un commento
19 luglio 2011 2 19 /07 /luglio /2011 15:46

 

Santiago de CompostelaSta arrivando la primavera, con il suo tepore, con la voglia di rinascita e con le piante che si risvegliano da un lungo letargo, per cui chi ama il giardino e la sua cura può cominciare a progettare e preparare tutto il materiale per il proprio giardino o angolo verde.

Le siepi sono delle soluzioni economiche, gradevoli esteticamente e molto apprezzate per coprire parti antiestetiche di un giardino, per nascondersi da vicini indiscreti e in tutti quei casi in cui si vuole creare un angolo di giardino particolare e movimentato.

Con questo semplice e  pratico articolo vediamo una serie di informazioni utili relative alle piante da siepe.

Informazioni generali

Le siepi si suddividono in due categorie principali, campestri e da giardino: le prime sono utilizzate sin dai tempi remoti per suddividere i campi e proteggerli dagli animali lasciati liberi al pascolo, mentre quelle da giardino sono sempre più utilizzate per creare luoghi riparati e appartati, anche quando non è necessario.

In natura non esistono delle vere e proprie piante da siepe, ma si realizzano le siepi con arbusti, piccoli alberi e piante, solitamente della stessa specie, che si dispongono molto vicine tra di loro per creare una barriera o una divisione naturale per la demarcazione di confini, per riparare dal vento, dai rumori e dagli occhi indiscreti di vicini e passanti, ma anche per creare magnifici giardini all'italiana.

Santiago de CompostelaLa maggior parte delle piante utilizzate per le siepi sono sempreverdi (non perdono le foglie nelle varie stagioni), ma si possono trovare anche siepi con foglie caduche, colorate o con fiori che sbocciano in determinati periodi dell'anno, rendendo il proprio giardino un piacevole e profumato luogo di relax.

In base al tipo di piante o arbusti scelti si possono risolvere tantissimi tipi di problemi, come, per esempio, le siepi frangivento, che sono comodissime per quei luoghi in riva al mare o nelle zone montane che sono molto ventilate e potrebbero danneggiare il giardino sottostante oppure le siepi realizzate con piante spinose per creare una barriera protettiva contro animali o malintenzionati.

È importante, quando si decide di mettere a dimora le piante per creare una siepe, calcolare bene la distanza delle piante, in modo da creare una barriera più o meno fitta, potare la siepe con una certa frequenza (per garantire una crescita omogenea ai lati della siepe) e non superare i limiti di legge nel caso di siepi confinanti, che prevedono un'altezza massima di tre metri, in corrispondenza dell'eventuale muro di delimitazione.

Le piante e gli arbusti

Santiago de Compostela

Tra i vari tipi di piante per siepi troviamo la lavanda, l'alloro, il rosmarino, la salvia, per creare siepi di piccola e media altezza con la duplice funzione di siepe e di pianta aromatica, il bambù, il pioppo cipressino, l'agrifoglio e il lillà per dare un tocco di originalità e colore alla siepe, il cipresso, il leccio, l'eucalipto e il tasso per svolgere funzioni di frangivento, il Crataegus, il Berberis e l'olivello spinoso come protezione per le loro spine, ma esistono tante altre piante per ogni esigenza.

Repost 0
Published by Rosario - in Flora e Botanica
scrivi un commento
7 maggio 2011 6 07 /05 /maggio /2011 10:01

Una grande passione, i cactus! Tanti piccoli accorgimenti e suggerimenti su come coltivare le nostre amate piante grasse per ridurre al minimo la loro sofferenza in un ambiente che non appartiene a loro, ma in cui devono riuscire ad ambientarsi per sopravvivere.

I cactus o si amano o si odiano profondamente e l'amore e l'odio per queste piante particolari e atipiche nasce dal riuscire a coltivarle correttamente per ottenere risultati soddisfacenti che si tramutano in sopravvivenza della pianta e in splendide e gratificanti fioriture.

Infatti, tutti i cactus in natura producono i fiori, necessari per la loro riproduzione e lo fanno in due casi, o perché sono in piena esplosione vegetativa oppure in fase terminale, come ultima possibilità per riprodursi.

La coltivazione dei cactus sembra qualcosa di estremamente complicato, ma in realtà bastano piccoli accorgimenti e un po' di attenzione per avere ottimi risultati e magnifiche collezioni.

Le varietà di cactus presenti in natura sono tantissime, ognuna con le sue caratteristiche, le sue esigenze e i suoi ritmi, ma in generale le loro esigenze si possono riassumere in poche, ma necessarie accortezze.

I loro nomi sono spesso bizzarri, difficili da pronunciare e da ricordare, dagli echinofossulocactus agli aztekium, dagli strombocactus disciformis alle epithelantha, ma basta leggere qualche libro specifico e pronunciarle un paio di volte per non dimenticarle.

Per quanto riguarda una corretta coltivazione occorre, una volta acquistato un cactus, controllare il terriccio perché spesso i vivai o i negozi di piante usano la torba che compatta e fa seccare le radici, soffocandole e provocando un lento ma graduale decesso della pianta e il consiglio è quello di sostituirlo con un buon terriccio drenante, possibilmente aggiungendo una piccola parte di sabbia e degli inerti (lapillo e/o pomice vulcanica, brecciolino) e sul fondo del vaso dell'argilla espansa o dei cocci di vaso spezzettati.

I cactus, per la maggior parte delle specie, prediligono posizioni soleggiate, ma è opportuno non esporli direttamente ai raggi solari perché rischiano scottature, proprio come il corpo umano, per cui è consigliato abituarli gradualmente ai raggi solari.

In inverno vanno in dormienza e non occorre dare loro acqua, ma in alcuni casi si può nebulizzare, possibilmente nelle giornate meno fredde e comunque non esporle a diretto contatto con fonti di calore o all'aperto, specie per chi vive al nord Italia dove le gelate sono frequenti.

I risultati? Splendide e copiose fioriture e tante piccole e grandi soddisfazioni.

cactus in fiorecactus in fioreFiore Tricocereus
Repost 0
Published by Rosario - in Flora e Botanica
scrivi un commento