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  • : Blog di cactus, acquisti, news e molto altro...
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  • : Blog con consigli pratici, sport e attrezzature sportive, ricette siciliane, consigli per gli acquisti, notizie di attualità, eventi, sagre, fiere, feste regionali e una sezione dedicata al mondo dei cactus, alla loro coltivazione e tante altre curiosità e informazioni utili.
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  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.

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23 gennaio 2014 4 23 /01 /gennaio /2014 08:54

formato PDFCol passare degli anni, il formato PDF (Portable Document Format) è divenuto lo standard per la creazione, la distribuzione e lo scambio sicuro e affidabile di documenti.

Tali documenti danno la possibilità a tutti di essere visualizzati su qualsiasi computer (Windows, Mac, Linux etc.) e sui telefonini smartphone, indipendentemente dal sistema operativo installato e, grazie alle numerose opzioni, ciascun file creato  si può rendere sicuro per evitare di farlo stampare o modificare per usi impropri.

Pdf Creator

 

Per creare un documento in PDF senza acquistare alcun tipo di software è possibile seguire diverse strade; la prima è sfruttare l'eventuale pacchetto Office installato sul proprio computer che, a partire dalla versione 2007, prevede il salvataggio del documento direttamente in PDF.

In assenza di Office è possibile scaricare gratuitamente e senza alcun costo, l'ultima versione di Open Office dal sito www.openoffice.org, creare il documento (è possibile creare sia documenti di videoscrittura, sia fogli di calcolo) ed esportarlo in formato PDF, cliccando su File, "Esporta nel formato PDF".

open officeNella finestra che si aprirà è possibile personalizzare il tipo di esportazione, scegliendo l'intervallo da esportare (tutto il testo, alcune pagine o una selezione), il tipo di compressione delle eventuali immagini, l'interfaccia utente, la sicurezza del documento e molto altro.


Per i meno esperti conviene lasciare le impostazioni predefinite e cliccare sul pulsante "Esporta" per ottenere il documento in formato PDF.

Chi dispone già di un pacchetto Office e necessita solo di un programmino che converte i file creati in PDF, può scaricare, sempre gratuitamente da internet, un software che emula una stampante virtuale che trasforma i file di testo o dei fogli di lavoro in un documento PDF con poche e semplici istruzioni.


pdf convertito da wordTra i tanti software in circolazione, troviamo PDF995, scaricabile dal sito internet www.pdf995.com, di facile installazione e non richiede grandi esperienze informatiche per l'utilizzo, basta seguire le poche e semplici istruzioni che si trovano direttamente sul sito.

Per utilizzare questo software basta creare il file e al termine stamparlo, selezionando la stampante virtuale che ha creato in automatico il software; al momento della stampa si aprirà la pagina web del sito del programma che si potrà chiudere e una finestra windows che chiede di inserire il nome del file e il percorso in cui si vuole salvarle il documento.

 

Tra gli altri software gratuiti che stampano in PDF troviamo PDF24, PDFCreator e molti altri, che funzionano tutti con lo stesso sistema e che si trovano in versione "a costo zero" o a pagamento, con opzioni e strumenti per uso professionale, tutti ugualmente efficienti.

E' consigliato scaricare sempre software dai siti ufficiali per evitare truffe, virus o mailware fastidiosi e che potrebbero creare seri problemi nell'utilizzo del computer.

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Informatica e comunicazioni
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13 gennaio 2014 1 13 /01 /gennaio /2014 09:40

Costa corsara a Isola delle FemmineFinite le feste natalizie con una grande abbuffata di carne, dolci e panettoni vari, la voglia di cambiare, almeno per una sola serata, e mangiare una buona cena a base di pesce era tanta e per fortuna la mia terra, la Sicilia, offre numerose opportunità per soddisfare questo tipo di desideri.

Non sono un frequentatore assiduo di ristoranti in cui si mangia anche a base di pesce, per cui, completamente soddisfatto degli ultimi acquisti sul sito web Groupalia, ho dato un'occhiata alla ricerca di qualcosa di economico, ma di qualità.

Sul sito, nella sezione "Ristoranti" ho trovato proprio quello che faceva per me, Costa Corsara, un ristorante - pizzeria situato nell'incantevole scenario di Isola delle Femmine, situato in Viale Marino al numero ventinove, ad una ventina di chilometri da casa mia e altrettanti chilometri da Palermo.


 

Ristorante Costa Corsara

Sono stato catturato, oltre dal prezzo (ho usufruito di uno sconto del sessantacinque percento del prezzo intero) e dalla vicinanza dal mio paese, anche da un menù pesce per due persone molto ricco e invitante, con un cocktail di benvenuto, un antipasto misto, un primo, un secondo e un contorno, con acqua e un calice di vino a persona e con la possibilità di scelta tra un caffè e un amaro.


 

Per la prenotazione di un tavolo per il sabato sera ho chiamato al locale e mi è stato detto di compilare il modulo che si trova sul sito ufficiale del ristorante e non ho avuto nessun problema al mio arrivo, ad eccezione delle indicazioni stradali che mi hanno dato che sono state molto confusionarie e approssimative.

Costa Corsara antipasti

Raggiungere il ristorante è stato semplicissimo (grazie solo a una rapida ricerca sulle mappe che si trovano gratuitamente su internet), l'ingresso non è molto appariscente, ma una volta dentro è come sentirsi in un luogo accogliente e familiare, con tre grandi sale dedicate rispettivamente alla pizzeria, al ristorante e alla sala ricevimenti, tutte e tre arredate in maniera elegante e calorosa.


Costa Corsara Zuppa cozze

Accomodati al tavolo, siamo stati accolti da un cocktail di benvenuto a base di spumante, molto gradevole e da un antipasto misto a persona composto da un'insalata di mare a base di polpo, una fetta di pesce spada e di salmone affumicato e da una deliziosa zuppa di cozze con crostini, molto apprezzata e saporita.

Anche il servizio ai tavoli è stato eccellente e impeccabile, con personale molto cortese e attento alle richieste degli avventori e con il sorriso sempre sulla bocca.

Terminati gli antipasti (che già da soli riescono a saziare), abbiamo optato per due primi differenti e in particolare per gli spaghetti alla tarantina con cozze e al risotto alla marinara, entrambi squisiti e con piatti abbondanti e ricchi di pesce e crostacei.

costa corsara Spaghetti alla tarantina Costa Corsara risotto alla marinara

Dopo una breve pausa, sono arrivati i secondi piatti, scegliendo la frittura mista e il pesce spada arrosto, accompagnati da un'insalata di verdure miste ben condita.

Costa Corsara frittura mista Costa Corsara pesce spada arrostito

Anche in questo caso abbiamo potuto apprezzare la freschezza del pesce, l'abile maestria nel saperlo cucinare e i condimenti e gli aromi che hanno esaltato i vari sapori, rendendo i piatti delicati e appetitosi.

Il calice di vino bianco (di provenienza da una delle famose e prestigiose cantine locali siciliane) ha contribuito ad accompagnare tutti i piatti in maniera eccellente e l'amaro, a fine serata, è riuscito ad attenuare quel senso di sazietà straripante.

In definitiva è stata un'ottima esperienza, ho soddisfatto pienamente tutti i miei desideri e le voglie di pesce fresco e mi sono ritrovato in un ambiente accogliente e rilassante, per cui consiglio assolutamente a tutti di fare una visitina a questo ristorante.

 

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Cucina e ricette
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10 dicembre 2013 2 10 /12 /dicembre /2013 10:35

Sterminata metà ala parlamentare da una termocoperta pagata con denaro pubblico versato quotidianamente dai cittadini italiani che si è incendiata causando la morte immediata dei politici…

incendio parlamentari.jpgQuesta notizia, se fosse vera, attirerebbe di certo l’attenzione di milioni di italiani perché si parla di politica (tema ormai “caro” a tutti), di strage e della coperta elettrica, questo mostro infernale che ogni anno miete milio... no, miglia… ma che dico, centi... insomma, che scalda da oltre trent’anni le mie gelide coperte invernali.

lancalor coprimaterassoTutta questa ironia per sottolineare che, ogni volta che parlo con qualcuno di Scaldasonno o di coperta elettrica, mi guardano con aria diffidente e mi dicono sempre che preferiscono dormire al freddo piuttosto che rischiare di morire incendiati.

Miti e leggende si aggirano attorno alle termocoperte, ma la cosa che posso dire con assoluta certezza è che da più di trent’anni le utilizzo sotto forma di scaldasonno o di vera e propria coperta elettrica e non ho avuto mai un problema, solo benefici.

 


calze lana.jpgSu internet e su Facebook in particolare vedo amici e conoscenti che tirano dagli armadi assurde calze a maglia della nonna, pigiamoni felpati, berretti di lana, antiestetiche calze di spugna sopra i pantaloni del pigiama e chi più ne ha più ne metta pur di non “rischiare” di morire incendiati.

Peccato solo che gli incidenti causati dalle coperte elettriche derivino da un uso improprio della stessa e i possibili rischi si corrono quando:


1) la coperta non è certificata, non è testata regolarmente e non possiede i requisiti di sicurezza imposti dalla legge e previsti dalla regolamentazione europea;

2) il prodotto è ormai vecchio, con cavi rotti o sfilacciati che possono causare cortocircuiti;

3)si sovrappongono molte coperte su quella elettrica in funzione e si crea un eccessivo accumulo di calore;

4) la coperta elettrica è bagnata;

5) la coperta ha oltre dieci anni di vita.


coperta elettricaHo provato negli anni sia la coperta elettrica sia lo scaldasonno e le differenze sono notevoli; la prima si mette sopra il lenzuolo e ricopre l’intero letto, mentre il secondo si mette sopra il materasso e l’ho trovato molto scomodo perché non scalda l’intero letto e lo spessore sotto la schiena potrebbe dare fastidio.

Entrambe le coperte hanno un termostato regolabile a due livelli di potenza, con un termostato che stacca l’erogazione di corrente quando si raggiunge una determinata temperatura e il consumo elettrico è molto ridotto.


scaldalettoLo scaldasonno basta accenderlo un’ora prima per trovare il letto già caldo, la coperta anche mezz’ora prima di andare a letto, raggiungendo più in fretta il giusto tepore per il corpo; l’importante è ricordarsi sempre di staccare la coperta poco prima di infilarsi sotto le coperte, soprattutto nel caso di persone anziane o con il sonno profondo, per evitare fastidiose sudate in pieno inverno e sotto le coperte.

Dopo decenni di utilizzo della coperta elettrica ho dovuto sostituirla e ho riscontrato seri problemi per trovarne un’altra uguale o anche di marchi differenti e l’alternativa è stata lo scaldasonno; quest’anno, dopo una più accurata ricerca su internet, mi sono imbattuto in un’azienda italiana che dal 1955 produce coperte utilizzando le migliori lane merinos e resistenze certificate in Italia per garantire una massima sicurezza dei prodotti.


Lancalor

Si tratta della Lancalor che, nata nei primi anni del novecento come copertificio, dal 1955 ha prodotto una nuova forma di benessere per gli italiani, la coperta elettrica e vanta una vasta gamma di prodotti innovativi e di qualità a prezzi imbattibili.

Tra i vari prodotti dell’azienda troviamo, oltre all’elettrocoperta, lo scaldasonno, la coperta di comunità, la coperta ignifuga e il plaid da letto in mohair con varie misure e personalizzabili; tutti i prodotti sono garantiti e nel caso mio la coperta elettrica è garantita per ben cinque anni.

 

PS: non collaboro con l’azienda, ma trattandosi di Made in Italy, perché non promuoverla?

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Salute e benessere
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1 dicembre 2013 7 01 /12 /dicembre /2013 10:57

Hoya lobbii fioreLa maggior parte delle hoye e dei cactus in autunno va a riposo, mantenendo asciutto per tutto il periodo invernale il terriccio, nel caso dei cactus e bagnando sporadicamente le hoye in base alle loro necessità, ma ci sono anche delle piacevoli eccezioni che approfittano di questi periodi per risvegliarsi da un lungo letargo.

Tra queste eccezioni troviamo alcune varietà di hoya, le lithops e i conophytum e i più ricercati ariocarpus che danno il meglio di se con l'avanzare dei primi freddi e delle piogge, con fioriture inaspettate, copiose, a volte profumate e molto colorate, sempre pronte a sorprenderci.

In alto la foto del fiore della hoya lobbii risalente alla fine di ottobre, dal colore molto delicato, anche se è una delle poche hoye in mio possesso che non ha una profumazione intensa, se non addirittura nullo.

Peduncolo floreale hoya burtoniaePer prima cosa vi mostro la nascita, la crescita e lo sviluppo del peduncolo floreale di una hoya a me tanto cara e preziosa, proveniente dalla Svezia e acquistata circa due anni fa; la sua crescita è stata inizialmente molto lenta e faticosa, sia perché era una talea che sono riuscito a far radicare da me, sia perché si è dovuta adattare ai miei test e ai continui errori cui la sottoponevo per inesperienza.

 

Si tratta della hoya burtoniae green form, una pianta con le foglie piccole, molto simile e facilmente confondibile con la DS-70 o tsangii (sinonimo della stessa pianta), ma caratterizzata dalle foglie molto più verdi, leggermente pelose e più grandi, con il fiore praticamente identico.

Mi sono accorto del peduncolo floreale per puro caso, dando acqua alle altre hoye e rimuovendo una ragnatela mi sono accorto che c'era qualcosa di nuovo e inaspettato tra le foglie, dei puntini molto piccoli.

Anche la crescita del peduncolo floreale è stata lenta, a differenza di quelli di altri fiori, ma l'attesa è stata ripagata con un grande successo.

Foto fiore hoya burtoniae green form fiore hoya burtoniae

Sbirciando bene e con più calma, in realtà, i peduncoli floreali erano due, uno ancora più piccolo del precedente, ma ho avuto la fortuna di vederli fiorire quasi in contemporanea, come si evince dalla foto in basso a destra.

fiore di cera hoya foto fiori hoya

Foto peduncolo floreale hoya australisUn'altra hoya che fiorisce in autunno inoltrato è la hoya australis, un acquisto di una pianta già grande fatto da un noto venditore sardo che ogni anno mi da grandi soddisfazioni e con il tempo assisto all'aumentare del numero di peduncoli floreali.

I fiori sono, al momento, tra i più grandi e profumati dell'intera collezione, sempre molto delicati e dall'aspetto magnifico, come si evince dalle foto che seguono.

hoya australis foto fiore fioritura hoya australis

Per concludere le foto di un bel gruppetto di conophytum, di una lithops e di due spettacolari ariocarpus, piantine piccole e rare, ma che negli anni danno enormi soddisfazioni e fioriture copiose.

Foto conophytum fiori Fiore lithops

Ariocarpus fiore Foto ariocarpus kotschoubeyanus albiflorus



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20 novembre 2013 3 20 /11 /novembre /2013 08:18

vico equenseL’ultimo mio breve ma coinvolgente viaggio è stato in terra campana, una regione piccola ma accogliente e ricca di sorprese, con panorami, luoghi da visitare e scenari mozzafiato, in cui poter apprezzare, oltre alla pregevole cucina, tutta la simpatia, la cordialità e l’originalità che caratterizza gli abitanti del posto.

Tra i tanti luoghi campani che ho visitato, Vico Equense è una tappa d’obbligo e una perla per chi vuole visitare la costiera sorrentina, raggiungibile in auto o con la circumvesuviana che congiunge Napoli con Sorrento, passando per Pompei e molti altri paesi interessanti, da visitare.

Il paese, di oltre ventimila abitanti, è situato tra i monti Lattari e il mar Tirreno, a novanta metri dal livello del mare, mostrando ai curiosi visitatori un panorama incantevole, lasciandoli sospesi su una terrazza incastonata tra cielo e mare.

vico equenseVico si può girare facilmente a piedi e, se la giornata è soleggiata, è divertente passeggiare tra i tanti vicoletti del paese che sono caratteristici e poco trafficati, in cui è facile imbattersi e apprezzare i classici limoni di Sorrento con i loro frutti profumatissimi e dalle dimensioni extra large, da cui si ricava il buonissimo limoncello e le granite, oltre a tantissime e particolari piante grasse che pendono o fanno capolino dai balconi delle case.

panorama vico equense\Tra i tanti luoghi d’interesse di Vico Equense troviamo la passeggiata sul lungomare, con una piccola villetta alberata in cui potersi riposare e rinfrescare in una delle tante panchine che si affacciano sul golfo di Sorrento, con le alte scogliere a picco sul mare, le baie, le insenature e le piccole spiagge di sabbia da ammirare.


Vico EquenseNelle vicinanze, percorrendo tutto il lungomare a piedi, ci s’imbatte nella chiesa della Santissima Annunziata, realizzata agli inizi del quattordicesimo secolo e che, fino al 1818, era la cattedrale della diocesi di Vico Equense, ma che al mio arrivo era chiusa; la chiesa è eretta su un costone roccioso a strapiombo sul mare, con la facciata in stile barocco e un campanile a base quadrata risalente al sedicesimo secolo e voluto da Paolo Regio, con un arco sotto di cui passa la strada che porta alla chiesa.

Foto Vico Equense 

Nella ringhiera laterale a fianco della chiesa è possibile ammirare una statua bianca della Madonna che volge lo sguardo al mare e un antico portale, situato al fianco, probabilmente in bronzo con numerose statue incastonate che danno un bell’effetto d'insieme all'intero portale.


 Castello GiussoNelle vicinanze della chiesa, sempre percorrendo stradine e vicoletti, si giunge al castello Giusso, edificato nel tredicesimo secolo, circondato da altissime palme e utilizzato come sede per cerimonie, incontri ed esposizioni artistiche, non visitabile al suo interno.

Della struttura originaria rimane ben poco, se non qualche pezzo di muro di cinta nei pressi del castello e una terrazza sul mare, perché ristrutturato e modificato nel corso dei secoli a seguito d’invasioni e attacchi dei pirati.

Vico Equense Castello GiussoOltre alle bellezze paesaggistiche e monumentali a Vico Equense e alla piacevolissima compagnia (che merita una cascata di baci) esiste anche un’attrazione imperdibile cui difficilmente si può rinunciare: il piacere di gustare una delle pizze più buone e rinomate di tutta la Campania: la Pizza al metro!

Per gustare questa pizza il luogo prescelto è Gigino, soprannominato il “re della pizza al metro”, nonché ideatore e fondatore che realizzò e brevettò questa particolarissima pizza dalla forma ovale negli anni trenta.

Il ristorante - pizzeria, per le dimensioni su cui si estende la struttura e per la varietà e la qualità di pizze prodotte ha affiancato al suo nome anche la denominazione di “L’Università della Pizza”; una tappa fissa che chi si trova a Vico e ha voglia di mangiare un piatto unico e imitato in tutto il mondo.

gigino pizza al metroIl menù comprende tantissime varietà di pizza, dalle classiche a quelle più ricercate, con la possibilità di prendere pizze dal mezzo metro (ideale per due persone molto affamate) a salire che sono servite su un carrello in alluminio e tagliate a spicchi dai camerieri.

Il mezzo metro che abbiamo scelto era suddiviso in due, con una parte di pizza margherita con pomodorini e mozzarella di bufala e l’altra con salsiccia e friarielli, piatto tipico campano dal gusto intenso e deciso, che al solo pensiero mi viene l’acquolina in bocca.

Arrivati nel locale, inizialmente abbiamo trovato diversi tavoli occupati, ma verso le due si è riempito completamente, sinonimo di piatti squisiti e alla portata di tutti, un luogo ideale per un pranzo aziendale, per condividere qualcosa di buono con gli amici o per un’intera famiglia.

 Consiglio a tutti, se vi capita di passare da quelle parti, una capatina da Gigino, ma in generale a Vico Equense che mi ha lasciato un’ottima impressione e in cui tornerei volentieri, possibilmente nei periodi tardo primaverili o estivi per apprezzare al meglio questo incantevole paese e tutte le bellezze che offre ai visitatori.

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Viaggi
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14 novembre 2013 4 14 /11 /novembre /2013 08:30

i tre archi dueIn occasione del mio ultimo viaggio in terra Campana, ho pensato bene di viziarmi un poco acquistando un coupon da Groupalia per una cena a base di pesce e prodotti tipici del luogo, approfittando delle numerose possibilità di scelta e delle interessanti offerte proposte dal sito nella loro sezione "Ristoranti".

 

Tra i tanti ristoranti disponibili sul sito ho scelto I Tre Archi, sia per la vicinanza al luogo in cui ho alloggiato, sia per la qualità e la quantità di portate previste nel menù che fanno davvero gola.

Infatti, il menù che ho scelto si chiama "Super menù pesce per due" e comprende diversi antipasti, un primo e un secondo a scelta tra tre possibilità, il dolce, il vino e l'acqua.

Il ristorante - pizzeria I Tre Archi si trova a Giugliano in Campania, a circa tredici chilometri di auto da Napoli, un edificio di recente ristrutturazione situato all’angolo tra la Via Antica Giardini e Via Oasi Sacrocuore al numero civico uno.

falanghina i tre archi 2Il ristorante non ha un posteggio privato, ma il paese è molto grande e si trova facilmente posto nei dintorni del locale; entrando ho subito avuto una buona impressione, con un enorme bancone con tantissimi prodotti a base di pesce.

Il cameriere che ci ha accompagnati nella sala principale del locale (ideale per pranzi o cene di lavoro, piccole riunioni e pranzi privati in famiglia e con gli amici) passando per un ampio corridoio con un acquario a fianco ed è stato da subito molto simpatico, disponibile e accogliente, caratteristica tipica di tutti i napoletani, per cui ci siamo sentiti a nostro agio.

L’ampia sala è arredata con gusto ed eleganza, con diversi quadri appesi alle pareti e un televisore per seguire le partite o qualche programma d’intrattenimento o telefilm e il locale si è riempito dopo poco tempo, a garanzia del cibo buono e dei prodotti freschi e di qualità.

antipastoInfatti, il valzer dei piatti non è tardato ad arrivare, con il debutto di un poker di conchiglie comprendenti la polpa di granchio tagliata a listarelle e condita con rucola e mais, il carpaccio di gamberetti con rucola e scaglie di grana, le alici e il salmone marinati e una conchiglia con la besciamella al gusto di mare.

 

Tra gli altri antipasti c’erano le bruschette (ottime perché non era presente l’aglio e il pane era ben cotto) e delle favolose zeppoline al profumo di mare che mi sono piaciute tantissimo, un piatto tipico della cucina napoletana che non conoscevo e che consiglio a tutti di provare.

Foto bruschette Zeppole napoletane i tre archi due 


Primo piatto i tre archi duePer primo abbiamo scelto una pasta corta chiamata “mezze maniche” allo scoglio (non ho ben capito come mai non hanno servito le trofie, il cameriere ha detto qualcosa in merito a questo tipo di pasta, ma parlava veloce ed ero anche distratto).

La pasta era cotta al dente, molto gustosa e si sentiva tutto il sapore dei crostacei freschi e con il prezzemolo tritato finemente che ne esaltava il gusto.

Foto gamberoniCome secondo piatto abbiamo scelto i gamberi alla brace, non presenti sul menù (avrei preferito di gran lunga la frittura di gamberi e calamari, ma il cameriere non l’ha elencata, non so se per mancanza dei calamari freschi o per altro) e l’insalata di lattuga come contorno, preferendola alle patatine perché già abbastanza sazi.

Il tutto è stato annaffiato da un’ottima bottiglia di vino, una Falanghina del beneventano, un vino tipico e molto apprezzato della Campania che si è accompagnato alla perfezione con i vari piatti a base di pesce e da una bottiglia di acqua naturale, sempre inclusa nel prezzo del menù.

Per finire la cena un dolce a scelta tra il tiramisù e la creme caramel farcita con uno sciroppo ai frutti di bosco; il dolce era molto buono, ma mi associo al “malcontento” generale che si legge in altre recensioni perché in questo caso si è prestata pochissima cura all’aspetto esteriore del piatto.

Foto i tre archi

Infatti, il dolce è stato servito dentro dei bicchierini di plastica da caffè, scelta a mio modesto avviso troppo superficiale perché una porzione di poco più grande, servita in un piattino di ceramica con qualche semplice decorazione, danno un aspetto sicuramente più invitante e non richiede molto tempo.

Oltre al dolce il cameriere ci ha offerto gentilmente uno a scelta tra il caffè o il limoncello, per un servizio completo in tutto e per tutto.    

In definitiva mi ritengo comunque molto soddisfatto della scelta de I Tre Archi, tutti i piatti erano molto buoni e abbondanti, preparati con prodotti indubbiamente freschi, selezionati e sapientemente abbinati tra loro, per cui se dovessi trovarmi da quelle parti tornerò sicuramente a mangiare del buon pesce fresco e lo consiglio caldamente a tutti.

 

 

 

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Aziende
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10 ottobre 2013 4 10 /10 /ottobre /2013 07:50

 

Monte Pellegrino PalermoSettembre per Palermo è il mese dedicato alla patrona e protettrice dei palermitani, Santa Rosalia, perché giorno quattro ricorre l’anniversario della sua morte e i resti del suo corpo furono ritrovati sul Monte Pellegrino, un luogo sacro ai cittadini e che domina tutta la città, definito da Goethe come “Il promontorio più bello del mondo”.

Santa Rosalia è la patrona ufficiale di Palermo sin dal 1624 (sostituendo Santa Cristina, Santa Oliva, Santa Ninfa e Sant’Agata), l’anno in cui una certa Rosalia Sinibaldi, di famiglia nobile, ha salvato i palermitani dalla peste, occupando Monte Pellegrino sin da piccola per ritirarsi da eremita fino al giorno della sua morte.


Foto Porto di PalermoInfatti, secondo la tradizione cattolica, mentre a Palermo imperversava la peste nera, la Santa apparve a un povero saponaro che si voleva buttare giù dal monte per disperazione, avendo perso prematuramente la giovane moglie.

La Santa condusse il saponaro nella grotta in cui tempo prima erano state ritrovate da un cacciatore le sue ossa invitandolo più volte a pentirsi e convertirsi e a riportare al cardinale Doria, arcivescovo di Palermo che le ossa rinvenute erano proprio le sue e di portarle in processione per la città perché nel momento preciso del canto del “Te Deum laudamus” la peste si sarebbe fermata.


Foto lastra commemorativaPer fornire una prova diretta di quanto detto, la Santa disse al povero saponaro che dopo aver riferito tutto ciò al cardinale egli si sarebbe ammalato di peste e sarebbe morto; infatti, avvenne proprio quanto detto dalla Santa e il saponaro si ammalò di peste e morì poco dopo.

La venerazione della Santa è molto sentita da tutti i palermitani e il 14 e il 15 di luglio si festeggia e si onora con il tradizionale “Festino” (u fistinu in palermitano) che prevede la processione della “Vara” (un carro trionfale a forma di vascello introdotto nel 1686) con la Santa dentro in giro per la città, e si conclude con festeggiamenti per le strade e giochi pirotecnici.


Santa Rosalia cappellaIl 4 di settembre, invece, i devoti della Santuzza si preparano per la tradizionale ”acchianata” (la salita) sul Monte Pellegrino a onorare la patrona lungo il vecchio sentiero lastricato che conduce al santuario che dista circa cinque chilometri, un rito che si è esteso a tutto il mese di settembre e in particolare di domenica.

Ho intrapreso questa famosa “acchianata” la penultima domenica di settembre, un po’ per curiosità, un po’ per rivisitare dei luoghi che ho visto da bambino con un altro occhio e un altro animo e sono giunto ai piedi del Monte attorno alle 9 del mattino in una giornata molto umida e soleggiata con centinaia di palermitani e qualche straniero pronto per la salita lunga e impegnativa.


Santuario Santa Rosalia settembreOgnuno fa l’acchianata a modo suo, chi in bicicletta, chi comodamente in auto o in moto, chi a piedi scalzi recitando il rosario e mantenendo qualche promessa fatta, chi con tutta la famiglia e bambini a seguito, con molti ragazzini e diversi anziani che lentamente affrontavano curva dopo curva il lungo percorso con la sola voglia di arrivare in tempo per venerare la Santuzza e assistere alla Santa Messa, portando con sé la classica preghiera: “Santa Rosalia pensaci tu”.

A ogni curva del sentiero mi sono soffermato un attimo per osservare dall’alto una Palermo bella e silenziosa, con i suoi alti palazzi, i monumenti, il porto che sembra fare da padrone alla città e una pace e una tranquillità che dureranno ancora per poco.


settembre Santuario S. RosaliaLa prima parte del percorso è la più difficile perché la pendenza è molta e il primo scoglio da superare è quello che ti fa capire se hai ancora la forza e la volontà di continuare o di tornare indietro, ma è proprio la cappella che s’incontra nel percorso, con la statuetta della Santa a darti la forza per proseguire.

Lungo la strada si può ammirare la classica macchia mediterranea, fatta di pale di ficodindia, pini, agavi, alberi di ulivo e carrubi e s’incontrano molti fedeli che tornano dal monte e incoraggiano chi ancora deve arrivare.


Foto Monte Pellegrino grottaGiunti finalmente al traguardo, dopo circa un’ora di piacevole e faticoso percorso, l’emozione è tanta e ti fa dimenticare tutte le fatiche della salita; ad accoglierci il Santuario, una chiesa che sembra incastonata nella roccia con il campanile e l’orologio che ci ricorda che sta per cominciare la messa.

Un giro rapido per porgere un saluto all’interno della bellissima grotta alla Santa racchiusa dentro una teca in vetro realizzata nel Seicento da Gregorio Tedeschi, rivestita con una lamina dorata e circondata da ex-voto e via di corsa ad assistere alla messa.

 

foto santuario S. RosaliaTerminata la messa, la tradizione vuole che si debba mangiare il famoso panino con le panelle (anche se, a mio avviso, il panellaro del posto potrebbe impegnarsi un po' di più per fare delle panelle presentabili e dei panini più freschi...).

La strada del ritorno è molto meno faticosa e si procede a passo spedito, ricordando con molto piacere la bellissima esperienza che consiglio a tutti quelli che vengono in visita a Palermo di affrontare, ma anche a tutti quei palermitani che ancora non l’hanno fatto.

Altre foto: 

ex-voto Santa Rosalia


Foto Santuario Monte Pellegrino


foto pane e panelle Monte Pellegrino

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Eventi
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8 ottobre 2013 2 08 /10 /ottobre /2013 07:34

oral-b logoL’igiene orale si sa, è fondamentale per prendersi cura della propria bocca e della salute in generale e avere gli strumenti adeguati per la pulizia dei denti è importantissimo; in commercio si trovano tantissimi accessori, alcuni efficaci, altri un po’ meno, soprattutto se non utilizzati con perseveranza, con impegno e con un uso corretto.

Per questo mi sono affidato, da molti anni, a uno spazzolino elettrico della Braun, marchio leader e indiscusso che con i suoi prodotti Oral-B si prende cura del nostro sorriso e della nostra bocca, rimuovendo efficacemente il tartaro e la placca e con risultati migliori rispetto ai più tradizionali spazzolini manuali, grazie all’azione roteante e oscillante delle sue testine.

La maggior parte degli spazzolini da denti elettrici Oral B monta testine intercambiabili originali e compatibili, ma ho trovato sempre difficoltà a reperire entrambi i tipi di testine nel luogo in cui vivo, sia perché i negozi e le sanitarie del paese sono poco forniti, sia perché i prezzi, a volte, sono esorbitanti e i negozianti ne approfittano per “rincarare la dose”.


Testine compatibili oralbHo provato ad acquistare anche su internet, ma spesso le spese di spedizione vanificano i prezzi concorrenziali, per cui ho sempre acquistato le testine originali in zona; di recente ho fatto una piacevole scoperta, ovvero ho scoperto che su un sito in cui ho fatto altri acquisti in passato, Groupalia, nella loro interessante sezione Sconti e Shopping, ci sono le testine Oral B compatibili che cercavo da tantissimo tempo ad un prezzo davvero speciale e conveniente, con le spese di spedizione incluse.

Si tratta di un kit di otto testine, suddivise in due confezioni da quattro, composto di ben otto testine modello EB 17S, compatibile con i principali modelli:

 

  • Oral-B Vitality Precision Clean, White Clean, Sensitive Clean;
  • Oral-B Professional Care 5000/ 6000/ 7000/ 8000;

  • Oral-B Triumph Professional Care 9000 Series;

  • Oral-B Advanced Power 400 /900;

  • Oral-B Dual Clean.

foto oralb 5Ho subito acquistato il kit di testine e dopo pochissimo tempo mi sono arrivate comodamente a casa, ben sigillate e confezionate e ho subito provato la compatibilità con il mio spazzolino e le ho confrontate con le testine in mio possesso.

La differenza tra queste testine e quelle originali, da come si evince dalla foto, è l’assenza del minuscolo marchio Oral B (ne posso fare volentieri a meno, poiché le testine non si possono riciclare) e il modello differente, ma per il resto le due testine messe a confronto sono identiche, realizzate con gli stessi materiali, robuste e resistenti, con le setole in nylon che presentano lo stesso grado di morbidezza e flessibilità.


Confezione oralb 2Entrambe le confezioni di testine sono vendute con un anello di quattro colori differenti che consente l’utilizzo di tutte le testine con un unico spazzolino elettrico (basta cambiare anello per distinguere le varie testine tra loro).

Le caratteristiche delle testine Oral B compatibili sono svariate e l’effetto roteante che rimuove il 100% della placca dentale, riduce il rischio di gengiviti e le setole in nylon consentono una pulizia approfondita di tutto il cavo orale, aiutando a rimuovere batteri e residui di cibo e placca.

 

Spazzolino oralb con testine compatibiliLe testine hanno un indicatore di usura preciso e affidabile, il colore delle setole (chiamato Setole indicator), che si scolorisce in base all’utilizzo della setola e indica quando è giunto il momento di cambiare testina.

In definitiva mi ritengo molto soddisfatto di e credo di aver fatto un ottimo acquisto, per cui tornerò sicuramente ad acquistare un altro kit di testine, anche perché non ho notato alcuna differenza con quelle originali, a parte il prezzo (e di questi tempi è importantissimo risparmiare, senza trascurare la qualità).

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30 settembre 2013 1 30 /09 /settembre /2013 07:46

Cous Cous FestL’estate è finita e, come ogni anno da otto a questa parte, ho aspettato anche la fine di settembre per prolungare le vacanze nella paradisiaca Lampedusa, ma come si sa, le cose belle tendono a finire e così anche O’Scià e tutta la magia che ruota attorno a questo evento è svanita.

Per fortuna la mia bella Sicilia offre ancora tante occasioni di divertimento e il bel tempo consente di fare ancora qualche bagno al mare, nell’acqua cristallina, limpida e in spiagge con poca confusione.

Una validissima alternativa a O’Scià che ogni hanno, ahimè, mi sono persa è il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, una rinomatissima località in provincia di Trapani, nota per una spiaggia grandissima e bianca, attrezzata e con un mare incantevole, paragonabile per sommi capi, a quello lampedusano o sardo.


San Vito Lo Capo mareTralasciando la bellezza del mare, l’accoglienza della gente, l’ottima cucina trapanese fatta di cose semplici, buone e genuine, la pulizia delle strade e l’aria che si respira, voglio parlarvi del Cous Cous Fest, una manifestazione internazionale che coinvolge numerosi paesi del mediterraneo e non solo (Senegal, Marocco, Tunisia, Francia, Stati Uniti, Palestina, Israele etc.), in grado di combinare tutto il piacere di una festa di paese con sfide gastronomiche a base di cous cous tra i diversi paesi e con dell’ottima musica, sorseggiando del buon vino locale.

Il cous cous, chiamato anche con i termini cuscus o couscous è un piatto povero, tipico dei paesi nord africani e della Sicilia occidentale, costituito da semola di grano duro macinato sottoforma di piccoli granuli (nel trapanese si suole dire che la semola è “incocciata” con le mani) che sono cucinati a vapore in una pentola di terracotta smaltata con il brodo.

Il brodo trapanese è realizzato con un miscuglio di vari pesci tra cui la cernia, lo scorfano, un po’ di gamberi e di scampi e altri tipi di pesce del luogo adatti al brodo e il piatto finale è molto semplice da preparare e ha un sapore unico e inimitabile.


Piatto couscous san vito lo capo

Questa rassegna enogastronomica che è nata a San Vito Lo Capo nel 1998 è giunta al suo sedicesimo anno di età, prevede una serie di varietà di cous cous realizzati dai migliori chef di moltissimi paesi che si sfidano tra di loro in laboratorio per preparare la propria variante attraverso l’uso di condimenti diversi.

Dal classico couscous sanvitese alla versione brasiliana, dal couscous marocchino a quello palestinese, dal piccante con le verdure a quello con tonno e origano, girando le vie del paese nei quattro punti strategici è possibile provarne un piatto abbondante, un bicchiere di vino bianco o rosso locale e un dolce o la frutta pagando un ticket di dieci euro da spendere in una delle “Case del couscous”.

La cosa bella è che a servire i piatti sono donne senegalesi, marocchine, tunisine e sanvitesi che con i loro caldi sorrisi ti mettono a tuo agio a dimostrazione che la “contaminazione” tra culture e popoli diversi è sempre possibile e vedere israeliani e palestinesi fianco a fianco a cucinare il couscous lascia tutti con un gran sorriso in bocca.


settembre 2013 157Sono arrivato nel corso principale del paese attorno alle diciotto, dopo una splendida giornata di mare e tanto sole e mi sono immerso tra i tantissimi stand espositivi, mescolandomi tra la gente incuriosita dagli innumerevoli prodotti esposti.

Infatti, per le principali vie del paese sono allestiti tantissimi stand che pubblicizzano e vendono prodotti enogastronomici e quest’anno ho trovato “Cose Duci”, uno stand con le originali caramelle americane con tantissimi gusti, lo stand con i formaggi storici siciliani (caciocavallo, mozzarelle, forme di formaggio pecorino condito con nocciole, mandorle e pistacchio e molto altro), il “Vero cannolo di Piana degli albanesi” (con cannoli di tutte le dimensioni), “Cuore nero” (lo stand della liquirizia).


Pistacchio di BronteE ancora: “Oriental Tea Room” (con tantissimi tipi di thè orientale), “ I veri sapori dell’Etna” (con tantissimi prodotti al pistacchio di Bronte tra cui il gelato, le creme da spalmare, il pesto etc.), numerosi stand con vini, olio, tonno e artigianato locale e la Camera di Commercio di Trapani con vari articoli da regalo realizzati artigianalmente e prodotti enogastronomici.

Inoltre, al Waha (nome arabo che significa oasi nel deserto), un’area allestita sulla spiaggia con addobbi arabeggianti e divanetti etnici è possibile degustare il couscous della Casa del Cous Cous del Mediterraneo davanti al mare e con spettacoli di odalische e atmosfere magiche.

camera di commercio di trapani  foto cannoli di sicilia

E' uno spettacolo girare per le strade del paese tra tantissime esposizioni, odori e fragranze di prodotti tipici del luogo, soffermandosi, ogni tanto, ad ammirare qualche artista di strada pronto a far divertire ed entusiasmare il pubblico che aumenta di continuo o qualche musicista che con strumenti improvvisati o con i bonghi danno il giusto ritmo alle loro canzoni o ai loro sospiri.

formaggi storici siciliani

 

  settembre-2013-192.jpg

Al centro della Piazza, proprio di fianco della Chiesa Madre al c’è il palco in cui, dopo le venti, si sono tenuti dibattiti e presentazioni dei principali chef, del cibo cucinato, delle sfide culinarie, con numerose videoclip e interventi.

Francesco De gregori Cous Cous Fest  De Gregori San Vito lo Capo

Per terminare la serata in bellezza ho assistito a due concerti bellissimi, rispettivamente di Francesco De Gregori e di Max Gazzè, uno spettacolo nello spettacolo di due artisti eccezionali e coinvolgenti.

Max Gazzè San Vito Lo Capo  Max Gazzè Cous Cous Fest

In conclusione posso dire di aver trascorso due giornate molto divertenti e piacevolisime, all’insegna del buon cibo, del sole, del mare e dell’ottima musica, un’esperienza unica e senz’altro da ripetere e invito tutti voi a organizzarvi e prenotare una splendida e indimenticabile vacanza di fine estate nell’incantevole cornice sanvitese.

Il mio consiglio è di prenotare con largo anticipo eventuali bed and breakfast, case vacanza o hotel perché trovare un alloggio last minute è quasi impossibile, vista l’elevata affluenza turistica; inoltre conviene acquistare il biglietto per la degustazione del couscous nel pomeriggio per evitare lunghe file alle varie biglietterie.

Ceramiche al Cous Cous Fest  Prodotti ittici San Vito lo Capo

Sul sito ufficiale del Cous Cous Fest è possibile visionare il programma completo, foto, video e consigli su come arrivare, dove alloggiare ed eventuali contatti, oltre all’Ufficio stampa, le news e molto altro.

Non esistono biglietti d’ingresso all’evento, ma solo un ticket, suddiviso in due parti (una per il couscous e il vino e l’altra per il dolce o la frutta), distribuito dalle biglietterie vicine alle Case del cous cous al costo di dieci euro e senza prevendita o rimborso.

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12 settembre 2013 4 12 /09 /settembre /2013 07:30

EUDOREX-LogoNavigando su internet alla ricerca di nuovi e interessanti prodotti mi sono imbattuto nella Eudorex s.r.l, un’azienda leader nello sviluppo e nella commercializzazione di fibre poliattive di altissima qualità.

Nata nel 2000 sotto il nome di Eudorex Casa in un piccolo capannone, negli anni l’azienda è cresciuta, grazie a importanti investimenti di ricerca e sviluppo, raggiungendo la leadership di mercato nel settore professionale e sta emergendo anche nel settore domestico con dei prodotti molto tecnologici e innovativi.

Senza scendere troppo nel particolare (tutte le informazioni riguardanti le microfibre tradizionali e quelle poliattive si possono trovare sul sito ufficiale della Eudorex), le sostanziali differenze tra un panno tradizionale e uno in fibre poliattive sono le seguenti:

  • maggiore capacità pulente;
  • azione sanificante e disinfettante;
  • asciugatura perfetta;
  • maggiore durata nel tempo.

Panni eudorexI prodotti si possono trovare ormai ovunque e sempre sul sito c’è un interessante elenco, suddiviso per singola regione, di negozi e supermercati che li vendono; tra i numerosissimi prodotti troviamo quelli specifici per la cucina, il bagno, la doccia, i pavimenti, i vetri, il legno e molti altri.

Un grande vanto dell’azienda è l’utilizzo di tecnologia fotovoltaica per l’impianto di produzione, dando un enorme contributo alla salvaguardia dell’ambiente.

Ho pensato bene di richiedere una collaborazione all’azienda e con molta cortesia, gentilezza e professionalità mi hanno spedito, in tempi brevi, i quattro panni in foto da provare.

L’impressione iniziale, appena arrivata la busta contenente i quattro panni, è stata positiva, sia per la dimensione dei panni che per la qualità, riscontrabile toccando con mano ciascun panno.


foto panno eudorexIl panno in ultramicrofibra per vetri ha dimensioni 40 x 35 centimetri ed è stato il primo che ho utilizzato con i vetri della mia auto che con le frequenti pioggerelle estive miste a fango del deserto del Sahara, lasciavano l’auto sempre sporca di marrone, con fastidiosissime striature difficili da rimuovere anche con un tergicristallo nuovo.

Le fibre poliattive del panno sono eccezionali perché rimuovono tutto lo sporco e gli aloni in pochissimo tempo e con utilizzo minimo di detergenti, per un risparmio economico considerevole, nel rispetto dell’ambiente.

Il panno si può usare sia a secco sia con detergenti specifici o alcool ed è possibile pulire vetri, specchi, bicchieri, stoviglie e cromature.


Foto Panno eudorexIl panno Inox è specifico per il lavello, il piano cottura, i rubinetti, le piastrelle e tutti i laminati della cucina e della casa; al tatto è un panno molto resistente, realizzato con fibre ACTIVEGRIP con rilievi 3D antigraffio per rimuovere più a fondo lo sporco e delle “micro tasche” su tutta la superficie.


Ho provato il panno per il lavello e il piano cottura, dopo una bella frittura di crostacei e con una sola passata ha lasciato la superficie pulita e brillante, utilizzando sempre pochissimo prodotto detergente che è stato assorbito velocemente, per un risultato che è andato oltre ogni aspettativa.


Foto panno eudorexGli altri due panni, quello per i pavimenti e quello per i sanitari l’ho lasciato alle donne di casa che hanno potuto testare l’efficacia e l’alta qualità con un utilizzo frequente.

L’azione antibatterica è garantita dai test certificati dell’Università di Napoli Federico II e l’azione potente contro grasso e calcare è assicurata con prove fatte sulle superfici che rimangono lisce e senza alcun graffio.

Il panno per pavimenti ha una dimensione di 40 x 60 centimetri, al tatto è molto morbido e rimuove il liquido e lo sporco da terra abbastanza velocemente, senza lasciare macchie o aloni; è indicato per diversi tipi di pavimenti, dal gres porcellanato, dalla maiolica al pavimento in cotto.


foto Panno eudorexIl panno Sanital per il WC ha un formato di 30 x 32 centimetri ed è ideato per rimuovere efficacemente il calcare e i batteri presenti sulle superfici da trattare e test certificati attestano che i panni sono in grado di rimuovere il 99% dei batteri, decontaminando le superfici del bagno, dai sanitari alle piastrelle, dalle cromature al box doccia.

 

Tutti i panni sono lavabili in lavatrice a una temperatura che può raggiungere i novanta gradi con un normale detersivo e senza l’uso di ammorbidenti o sbiancanti.

In definitiva, dopo vari utilizzi e prove, posso confermare di essermi imbattuto in dei prodotti realmente sorprendenti ed efficaci contro qualunque tipo di sporco e di unto, con uno spreco di energie minimo nel rispetto dellambiente circostante e consiglio a tutti di cercare e di provare questi panni. 

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Casa e arredamento
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