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  • : Blog di cactus, acquisti, news e molto altro...
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  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
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24 marzo 2012 6 24 /03 /marzo /2012 18:28

occhi-neri.jpgGiovanni Meli è un poeta nato in Sicilia nel Settecento da Antonio e Vincenza Torriquas, conosciuto in tutta Italia per le sue splendide poesie in siciliano.

Il suo esordio è avvenuto alla tenera età di quindici anni con dei versi che furono apprezzati tra i letterati palermitani che lo fecero diventare socio dell’Accademia del Buon Gusto, passando tra i più esclusivi circoli della nobiltà.

Tra le poesie più belle, scritte in siciliano e non facili da tradurre troviamo L’occhi (gli occhi):

        L'occhi

 

        Ucchiuzzi nìuri
         si taliati,
         faciti càdiri
         casi e citati;
         jeu, muru debuli
         di petri e taju,
         cunsidiratilu
         si allura caju!
         Sia arti maggica,
         sia naturali,
         in vui risplendinu
         biddizzi tali, 
         chi tutti ‘nzèmmula
         cumponnu un ciarmu
         capaci a smoviri
         lu stissu marmu. 
         

         À tanta grazia
         ssa vavaredda, 
         quannu si situa
         menza a vanedda, 
          chi, veru martiri
         di lu disiu, 
         cadi in deliquiu
         lu cori miu! 
          Si siti languidi, 
         ucchiuzzi cari, 
         cui ci pò reggiri? 
         cui ci pò stari? 
         Mi veni un pìulu, 
         chi m’assutterra, 
         l’alma si spiccica, 
         lu senziu sferra. 
         

         Poi cui pò esprimiri
         lu vostru risu, 
         ucchiuzzi amabili, 
         s’è un paradisu? 
         Lu pettu s’aggita, 
         lu sangu vugghi, 
         sù tuttu spìnguli, 
         sù tuttu agugghi. 
         Ma quantu lagrimi. 
         ucchiuzzi amati, 
         ma quantu spasimi
         chi mi custati! 
         Ajàti làstima
         di lu miu statu: 
         vaja, riditimi, 
         ca sù sanatu!

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Libri e letteratura
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commenti

Cristina 03/27/2012 17:25

Potevi tradurre però

monica c. 03/25/2012 00:57

quante belle poesie che ho visto oggi... questa l'ho capita al 40%...

elena 03/24/2012 19:37

davvero bella: )

Mara 03/24/2012 19:30

Bella Rosario ma ci vorrebbe la traduzione io non comprendo bene il dialetto:-)
Buona domenica

Rosario (ilrepungente) 03/25/2012 12:34



Una buona domenica anche a te.:D