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  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
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23 ottobre 2011 7 23 /10 /ottobre /2011 12:16

La raccolta delle olive

L’autunno è il periodo dei funghi, delle castagne, delle foglie cadenti e della raccolta di uva e olive, un lavoro che da sempre ha spinto intere famiglie in campagna, con scale, sacchi, tende e ceste ("i carteddi") per dedicarsi a questo compito oneroso e pesante, ma anche un’occasione per stare tutti assieme impegnati in un lavoro faticoso ma ricco di soddisfazioni.

232-ulivi1Abitando in campagna, in una casa circondata da ulivi saraceni di grandi dimensioni, sono stato abituato, sin da piccolo, a collaborare per la raccolta delle olive e ricordo con piacere quelle settimane trascorse all’aria aperta, in mezzo al verde, a raccogliere le olive da terra, a stendere le tende e ho imparato la famosa arte dello “sfilare le olive” dai rami.

Mentre una mano tiene fermo il rametto l’altra, attraverso pollice e indice, striscia lungo tutto il ramo per sganciare le olive con movimenti rapidi e decisi e i tanti strumenti a disposizione quali bastoni e rastrelli a poco servivano se le olive non erano ben mature o per i rami ad altezza uomo.

uliviInfatti, nella mia zona è raro vedere gente che utilizza i bastoni o le cosiddette “manuzze”, dei particolari rastrelli di piccole dimensioni, estendibili e a forma di mano, che raggiungono le posizioni più alte degli alberi e li sganciano, ma si è sempre utilizzata una scala in legno, possibilmente legata al ramo portante, e il solo ausilio delle mani.

 

ulivi-verdi-e-secolariHo sempre adorato raccogliere le olive, tra l’erbetta umida di rugiada e cresciuta da poche settimane, sentire l’odore delle tende e dei sacchi di iuta impregnati di olive pestate, ma anche l’atmosfera di allegria, nonostante la fatica e la stanchezza, che aleggiava attorno a un albero carico di olive o quando calava la sera, attorno alle tende, a dividere le olive dalle foglie e dai rami.

Tra i vari tipi di olive che si trovano nella mia zona, troviamo l’oliva cerasuola, nocellara, teminese, ogliarola e la biancolilla, ognuna con delle caratteristiche proprie che la contraddistinguono dalle altre varietà e che, mescolata tra di loro per la presenza di alberi di diverse specie coltivati, producono un olio dal gusto intenso, forte e deciso.

Gandolfo Pietro - ULIVI E COLORI 1Gli alberi vanno potati, solitamente, ogni due anni e in base all’annata, visto che si alternano anni di carica con anni in cui si produco poche olive e spesso si lasciano nell’albero o si raccolgono solo le più grosse e corpose per schiacciarle e farle in salamoia.

DSCN1022Crescendo ho ottenuto il permesso di salire sulla scala a forbice per raggiungere i rami più alti e, acquistando sicurezza e fiducia, ho cominciato a salire direttamente sull’albero, camminando o arrampicandomi tra i rami più grossi e resistenti e alla fine ho utilizzato la scala a petto.

Lavorare sopra l’albero, rispetto ai lavori da terra è molto più faticoso, i rami graffiano spesso le braccia e le mani, ma raggiungere determinate olive poste in zone quasi irraggiungibili è una grossa soddisfazione, nonostante i tanti dolori alla schiena per l’assunzione di posizioni a volte assurde e inusuali.

DSCN1021Terminata la raccolta, si portano le olive al frantoio e si attende con ansia e grandi aspettative il proprio turno, confrontandosi con altri amici o conoscenti sul raccolto e in particolare sulla quantità di olive da macinare o dalla quantità di olio ottenuto in percentuale alle olive, tutti calcoli che ho cominciato a capire con il tempo.

All’interno del frantoio, le prime volte, era un divertimento, osservare tutti i processi di lavorazione delle olive, annusare tutti gli odori provenienti da presse, macine e macchinari vari e finalmente veder uscire da un rubinetto il frutto del proprio lavoro, prima con poche gocce, poi con maggiore intensità, per la gioia di tutti.

Terminata la fase del frantoio, si tornava a casa, con la nonna in attesa di conoscere “ a quantu icco’” (quanto ha reso la spremitura) e la quantità di olio prodotto e con le fette di pane per assaggiare la bontà dell’olio.

Gli anni sono passati, le olive le raccolgo ancora, ma mancano tante persone all’appello e l’entusiasmo di una volta, anche se rimangono le soddisfazioni a fine raccolta e il piacere di assaggiare l’olio appena spremuto, con i ricordi che sbiadiscono, ma che si portano sempre dentro.

olio frantoio


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Published by Rosario (ilrepungente) - in Flora e Botanica
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commenti

Laura 10/24/2011 10:28


Bravo, lavora che ti fa bene. Il lavoro nobilita l'uomo :-)))


lisanna 10/24/2011 09:24


ehi... cerco braccia per la raccolta delle olive nella mia campagna. Posso confidare nel tuo aiuto? ^_^


Rosario (ilrepungente) 10/24/2011 10:43



Facciamo poi fifty fifty? :P