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  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
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18 maggio 2012 5 18 /05 /maggio /2012 07:46
il-profumo.jpg§ Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell'apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l'aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c'è modo di opporvisi. §


Era da tanto che ne sentivo parlare di questo libro, ho letto pure un'opinione di un film, ma non rientrando nei miei gusti letterari ho preso sempre tempo per cercarlo in giro.
Per il venticinque aprile ero in compagnia di amici e in auto si parlava di libri letti, giusto il periodo in cui avevo voglia di cambiare genere e sono rimasto affascinato dalla descrizione fatta da uno dei miei amici riguardo a "Il Profumo" di Suskind, uno scrittore a me sconosciuto.
Ho chiesto che genere fosse, ma non è stato così facile capirlo, visto che è un romanzo alquanto insolito (in stile Carlos Ruiz Zafón, per intenderci) in cui si legano diversi stili e generi letterari, e a invogliarmi a cercare e leggere il libro è stata la descrizione particolareggiata e l'entusiasmo di entrambi gli amici che lo avevano letto.
Mi ha fatto morire dal ridere il mio amico che mi disse di girare per casa annusando ogni oggetto che trovava in giro con un approccio nuovo.

Sono andato in biblioteca e anche la mia bibliotecaria, alla mia insolita richiesta è andata a spulciare nello schedario e dopo cinque minuti ha scovato il libro che cercavo, mostrandomelo come se fosse un trofeo.
il-profumo patrick suskind-copia-1La copertina era un po' rovinata, segno che il libro è di vecchia data e letto da molte persone (anche se dopo qualche settimana ho ritrovato lo stesso libro in libreria come nuova ristampa e con un'immagine di copertina diversa), ma la bibliotecaria mi ha detto di aver fatto un'ottima scelta.
Incoraggiato anche da lei, ho intrapreso questa nuova avventura nel mondo francese e in particolare del profumo, "annusando" in pochi giorni le 259 pagine del libro, suddiviso in quattro parti, con una curiosità e un entusiasmo sempre crescente.

 

La trama:
Questo è uno di quei romanzi in cui è possibile parlare facilmente della trama, anche se il romanzo, alla fine, presenta delle sorprese in parte prevedibili per un attento lettore.
Jean Baptiste Grenouille nasce il 17 luglio del 1738 nel luogo più puzzolente di tutta la Francia, il Cimitière des Innocents di Parigi, partorito in condizioni e situazioni impensabili e in condizioni igieniche pessime da una madre che muore subito dopo il parto, lasciando questo fagotto ad arrangiarsi in questo mondo alquanto puzzolente.
Grenouille passa tra tante braccia che provano ad accudirlo, ma è subito marchiato come "figlio del diavolo" perché privo di odore, di quell'odore che caratterizza tutti i bambini appena nati e le balie vogliono liberarsene il prima possibile.
Cresce senza amici, solo al mondo, ma con una consapevolezza delle proprie potenzialità, con il senso olfattivo sviluppatissimo, che gli consente di captare odori tra i più impercettibili anche a notevole distanza.
profumoSin da ragazzino è sfruttato in una conceria a fare lavori assurdi, impensabili e scampa a gravissime malattie per quei tempi uscendone rafforzato, nonostante le svariate piaghe su tutto il corpo.
Le ambizioni di Grenouille sono altre, infatti, adesso vuole lavorare in profumeria e non perde l'occasione in una delle sue consegne da un profumiere in decadenza a causa della brutale e spietata concorrenza, dimostrando di essere all'altezza della situazione e stravolgendo i progetti di ritiro dal mercato del profumiere.
Soddisfatto e appagato dal lavoro nella bottega e arricchendo notevolmente il proprietario in cambio di vitto, alloggio e il titolo di apprendista, lascia tutto e s'isola, scappando da tutto e da tutti e ritirandosi in una montagna lontano dall'odore umano e vivendo in condizioni surreali.
Il ritorno alla vita lo porta a nuove avventure e a lavorare in una bottega dove usano tecniche nuove per creare profumi e il salto di qualità delle sue sperimentazioni prende il sopravvento, spingendolo a creare un profumo capace di far innamorare tutti gli uomini della terra, ma con sacrifici umani...

Le mie considerazioni:
il profumo patrick suskindI miei complimenti vanno sicuramente all'autore di questo particolarissimo e affascinante romanzo, Patrick Suskind, un vero genio proprio come il protagonista di questa storia.
La copertina del libro mi sembra estranea al romanzo, se non mi era raccontata la trama per sommi capi, probabilmente, non lo avrei mai e poi mai preso in considerazione; credo si tratti di un quadro, la Nymphe endormie (1714) di Jean AntoineWatteau, raffigurante una donna dai capelli rossi e il seno nudo.

Il romanzo comincia con una descrizione del paesaggio, in particolare degli odori di una città, Parigi, più volte definita come una tra le più puzzolenti del mondo del diciottesimo secolo, tra i suoi mercati, i banchi di pesce e un fiume, la Senna che contribuisce a emanare il loro cattivo odore tra le persone puzzolenti.
§ Al tempo di cui parliamo, nella città regnava un puzzo a stento immaginabile per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone; le stanze non areate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte dell'umido dei piumini e dell'odore pungente e dolciastro di vasi da notte. Dai camini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo di solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati; dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali.
Puzzavano i fiumi, puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c'era il puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l'apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d'estate sia d'inverno. §

Grenouille è l'unico essere vivente che non emette alcun odore, non ha il classico odore dei bambini, ma è un essere a se, alieno.
Lo scrittore cerca di descriverci questo famoso odore dei bambini appena nati e diciamo che ci riesce anche se con molta fatica.
I bimbi, come dice Suskind, hanno per esempio i piedi che odorano di pietra calda liscia, o di ricotta o burro fresco, i corpi di una galletta inzuppata nel latte, la testa ha l'odore migliore, di caramello dolce e squisito. Ecco perché si amano i bambini...
Ovviamente anche io ho provato ad annusare un bimbo, ma devo dire che questo odore di caramello non l'ho proprio sentito, ma nemmeno l'odore di ricotta o burro, ma le mamme saranno sicuramente più brave di me nel riconoscere questi particolari odori... vero?
Abbandonato e rifiutato da tutti, brutto e ingobbito, solitario indifferente alla gente, Grenouille è paragonato a uno dei peggiori parassiti esistenti in natura: la zecca!
Un paragone "azzeccatissimo", rende perfettamente l'idea del tipo di personaggio che abbiamo di fronte, un parassita, un uomo inquietante, silenzioso, un edonista, un ambizioso e un grande amatore, ma di se stesso.

§ La zecca piccola e brutta, che modella il suo corpo grigio-piombo come una palla, per offrire al mondo esterno la minima superficie possibile; che rende la sua pelle compatta e dura per non lasciar fuoriuscire nulla, per non lasciar traspirare nemmeno una piccola parte di se. La zecca solitaria, che, raccolta in se, sta rannicchiata sul suo albero, cieca, sorda e muta e si limita a fiutare, a fiutare per anni, a distanza di miglia, il sangue di animali di passaggio che con le proprie forze non raggiungerà mai. La zecca potrebbe lasciarsi cadere. Potrebbe lasciarsi cadere a terra nel bosco, con le sue sei minuscole zampette potrebbe strisciare qua e là per un paio di millimetri e poi aspettare la morte sotto le foglie, non sarebbe una gran perdita per lei, Dio sa che non lo sarebbe. Ma la zecca, testarda, ostinata e ripugnante, sta rannicchiata e vive e aspetta.
Una simile zecca era il bambino Grenouille. Viveva come incapsulato in sé e aspettava tempi migliori. Al mondo non dava nulla se non i suoi escrementi; non un sorriso, non un grido, non un guizzo degli occhi, neppure un proprio odore. §

L'ambizione di Grenouille è di dominare il cuore degli uomini con un profumo creato da lui stesso e capace di far innamorare chiunque lo respiri, un profumo destinato a lui perché privo di odori.
Sconvolgente e insolito il suo primo omicidio, un colpo di scena che lascia senza parole, ma che non è enfatizzato, ma resta in circolo nella mente del lettore e inconsciamente lo lascia indifferente e quasi si sente di prenderne le sue difese, inquietati, ma allo stesso tempo affascinati.
E' proprio questa parte del libro che sto per citarvi che rende l'idea di chi abbiamo di fronte, racchiudendo a linee generali la geniale follia o la folle genialità di Grenouille.

Gli sembrava di essere nato per la seconda volta, no, non per la seconda, per la prima volta, poiché finora aveva vissuto un'esistenza puramente animale, con una conoscenza veramente nebulosa del suo sé.
Ma con oggi gli sembrava di sapere finalmente chi era in realtà, e cioè null'altro che un genio; e che la sua vita avesse senso e scopo e fine e un destino più alto, vale a dire niente di meno che rivoluzionare il mondo degli odori; e che solo lui al mondo avesse i mezzi per farlo, e cioè il suo raffinatissimo naso, la sua prodigiosa memoria e, cosa più importante di tutte, l'odore-modello di questa fanciulla di Rue des Marais, nel quale, come in una formula magica, era contenuto tutto ciò che costituiva un grande aroma, un profumo: delicatezza, vigore, durata, varietà e una spaventosa, irresistibile bellezza.

Ovviamente il romanzo è incentrato sugli odori, sui profumi, da quello del legno a quello del cuoio, il candore dei seni, la terra, l'odore degli uomini in base al quale una persona ci fa più o meno simpatia, ci attrae o ci respinge.
L'olfatto è L'unico dei cinque sensi capace di farci innamorare, indipendentemente dalla bellezza della persona, dal suo sguardo.

§ Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo. Poiché il profumo era fratello del respiro. Con esso penetrava negli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore, e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava i cuori degli uomini. §

Essendo un romanzo francese mi suona davvero strano leggere di una Parigi puzzolente e descritta non nel migliore dei modi e mi domando cosa abbiano potuto pensare i francesi di questo romanzo e se sono inorriditi anche loro.
Ci sono spesso riferimenti alla puzza che affligge una città, forse a causa del suo cimitero, quel Cimetière des Innocents, il Cimitero degli Innocenti, nelle cui fosse comuni erano accalcati da secoli cadaveri su cadaveri o per la sporcizia in giro lasciata da gente non curante né del proprio aspetto né tantomeno della propria pulizia e benessere.

§ A Parigi la gente viveva più accalcata che in qualsiasi altra città del mondo. Le strade e le piazze brulicavano di gente, e le case ne erano stipate, dalla cantina fin sotto i tetti. Non c'era quasi angolo a Parigi che non fosse popolato, non c'era pietra, non c'era pezzetto di terra che non emanasse odore umano. §

In definitiva sono rimasto particolarmente entusiasta del libro; tolta una parte centrale alquanto irreale, per il resto il racconto è stato piacevole e le pagine scorrevano veloci, terminando il libro in una settimana senza grossi impegni.



Informazioni aggiuntive:
Il volume appartiene alla collezione "La gaia scienza", Volume 144.
Il romanzo, di Patrick Suskind, la cui copia, che ho letto, era venduta a un prezzo di 16,53Euro, è stato tradotto in italiano da Giovanna Arabio ed è edito dalla Longanesi & Co di Milano, il cui sito internet è:
.Longanesi.it

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Libri e letteratura
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commenti

Cristina 05/20/2012 21:12

Proprio una bella lettura

Cristina 05/20/2012 21:11

Proprio una bella lettura

Serena 05/20/2012 00:48

Bella e dettagliata recensione.

Rosario (ilrepungente) 05/20/2012 09:33



Grazie Serena. :D



Antonia 05/19/2012 10:38

Un libro che ti ha conquistato, bene, ciao!

Rosario (ilrepungente) 05/19/2012 15:51



Ciao Antonia. :D



letizia 05/18/2012 23:23

E' uno dei libri più belli, tra quelli che ho letto.
Ti faccio i miei complimenti per esserti impegnato nella recensione.