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  • Rosario (ilrepungente)
  • Impiegato informatico e folle appassionato di cactus, delle loro spine, dei fiori, delle loro forme, ma anche di succulente e di piante in generale. Tra le mie altre passioni ci sono la lettura, la musica, i viaggi, il cinema, ma tante altre ancora.
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8 dicembre 2011 4 08 /12 /dicembre /2011 17:20

DSCN1025In occasione delle feste natalizie si svolgono in tutta la Sicilia numerosi presepi, da quelli viventi a quelli semoventi, da quelli artistici a quelli casalinghi altrettanto curati e belli.

Un evento, secondo me imperdibile, è il presepe vivente di Custonaci, un piccolo paese di circa cinquemila abitanti del trapanese noto per la produzione del marmo, vista l’abbondanza di cave il cui marmo è esportato ovunque ed è presente anche nella Basilica di S. Pietro in Vaticano noto come "Perlato di Sicilia".

Lungo la zona balneare chiamata Cornino si può ammirare, oltre alle cave di marmo, la fantastica grotta preistorica Mangiapane del borgo di Scurati dove ogni anno va in scena uno dei presepi viventi più particolari e caratteristici italiani in cui si riscoprono le arti e i mestieri della Sicilia di un tempo.

E’ il terzo anno che visito questo presepe e diverse volte ho visto trasmissioni televisive che ne parlano e devo dire che il presepe migliora di anno in anno, arricchendosi di particolari che rendono unica l’atmosfera e le ambientazioni; proprio Domenica 27 Dicembre ho accompagnato due cari amici per visitarlo e per trascorrere un pomeriggio diverso ed emozionante.

DSCN1035Arrivati in auto, abbiamo posteggiato nel lungomare di Cornino e, pagati i biglietti d’ingresso, ci siamo diretti con il servizio navetta messo a loro disposizione nel borgo di Scurati, lungo una strada sterrata.

Il borgo, se di giorno è molto bello da vedere, la sera, al calar del sole, è molto emozionante ed ha un fascino particolare, caratterizzato dalle musiche degli zampognari e dai rumori dei vari mestieri, oltre che alla luce soffusa delle numerose lanterne a petrolio, delle fiaccole e di quella artificiale.

DSCN1050

Il sentiero, accuratamente recintato con paletti di legno e corde, è sorvegliato da un folto gruppo di uomini della protezione civile, consentendo il passaggio in senso unico per non creare rallentamenti inutili tra la gente.

Subito all’ingresso ci siamo trovati davanti ad un carretto antico e da un asinello con il suo padrone intento a farsi scattare delle foto con un gruppetto di signore e alle sue spalle delle mucche recintate che pascolavano indisturbate, tra l’erba fresca e numerose palme nane tipiche delle coste siciliane (il cosiddetto “scupazzu” utilizzato in passato per realizzare le scope per i forni a legna).

DSCN1053Oltre l’ingresso vi erano dei contadini attorno ad un fuoco di legna e a una montagnetta di terra utilizzata per produrre il carbone, l’asinello che batte il grano spinto per la testa da un contadino, il piccolo frantoio per la farina  e in lontananza abbiamo ammirato un bellissimo paesaggio serale con il suo mare, le luci dei paesi limitrofi e la montagna in cui sorge la favolosa Erice.

La peculiarità del presepe e che la gente che lo compone è costituita da persone che realmente svolgono questi mestieri o che producono per davvero dei beni, dai formaggi alle sedie impagliate, dalle scarpe alla produzione dell’olio in frantoio.

DSCN1032Nei campi del borgo è facile incontrare ortaggi del periodo piantati (finocchi, patate, sedano) o coppie di cavalli che trascinano il vecchio aratro di legno e ferro e guidati dai contadini che con le loro classiche "coppole" (i cappelli di un tempo), i foulard rossi e il gilet si mettono in bella mostra e in posa per una foto, fieri di se e del proprio lavoro.

Tra una foto e l’altra eccoci arrivati alle prime casette in pietra, ciascuna con il piccolo orticello, il proprio recinto con le galline, la lanterna appesa accanto all’uscio e all’interno uno o più personaggi intenti a cucinare o a svolgere qualche attività o mestiere.

Molti dei pavimenti delle casette sono in cemento, molto rustici, qua e la qualche casetta con le mattonelle antiche, ma si tratta di casette per lo più di gente “benestante”, per il resto sono tutte molto piccole, costituite per lo più da una stanza grande e qualche stanzetta attigua.

DSCN1068I personaggi che popolano il presepe sono numerosi, oltre ai vari contadini abbiamo incontrato tantissimi uomini, donne in prevalenza anziani del luogo o di paesi vicini e alcuni bambini e bambine vestiti impeccabilmente e con abiti curati nei minimi dettagli.

Per primo abbiamo incontrato lo scalpellino, attorniato da blocchi di pietra e intento a squadrarli, accanto ad un ovile con pecore e capre, un recinto con i maiali e uno con le galline, il mielaio con la sua bottega piena di arnie e la sua pressa in pietra intento a far uscire il miele, lo stagnino con le sue numerose pentole di rame e intento a sagomarle una con gli appositi strumenti e lo “stazzunaru”, ovvero chi realizza oggetti in terracotta, con la casetta stracolma di vasi, giare e contenitori vari.

Giunti nel baglio, proprio davanti alla parete della montagna, c’erano alcuni bambini che si divertono a giocare,  le donne che preparano i pomodori e i fichisecchi sulle tavole per esporli al sole,  altre a rimestare la salsa di pomodoro per farla diventare concentrato di pomodoro o “astrattu di pumaroru”, le ragazzine che lavano i panni sulla pila di legno e li stendono ai fili, mentre a ridosso della parete le oche e le anatre starnazzano accanto ad un ruscelletto di acqua che scende tra le rocce.

A fianco troviamo una stalla con  “i mannari”, ovvero i pastori addetti ai formaggi e alla preparazione della ricotta, con “a quarara”, ovvero il recipiente in cui è rimestata la ricotta e appesi nel tetto della stalla ci sono una notevole quantità di pomodori, di formaggi e di fichi secchi.

DSCN1060Mentre preparano la ricotta, gli uomini mettono sulla brace un maialino, mentre il macellaio prepara i ferri del mestiere; ognuno è indaffarato e concentrato nel proprio ruolo e sembra di vivere dentro ad un film in cui tutto è sincronizzato, perfetto, senza pause, né intoppi perché effettivamente ci si prepara per la cena che avverrà quando tutta la gente sarà andata via.

Sempre attraverso il percorso obbligato ci si affaccia tra le varie casette, si butta uno sguardo dentro e si scoprono altri personaggi e altri mestieri, dal “curdaru”, ovvero il cordaio che prepara le corde per la pesca al conciatore di selle, “u sellaru”, dal “firlizzaru” che costruisce sgabelli al “zabbarinaru” che lavora l’agave su un pettine chiodato per ricavarne le corde e chi con più foga, chi più lentamente, è impegnato in un mestiere ormai in disuso che tende a scomparire.

Ancora avanti abbiamo incontrato il fabbro intento a modellare una bacchetta di ferro e un altro a soffiare sulla brace per mantenere il fuoco vivo, un contadino intento a realizzare le ceste in vimini o “i carteddi” con le verghe di ulivo e le canne, la bottega del maestro d’ascia con tutti i suoi attrezzi antichi e il sellaio intento a realizzare le selle per gli animali.

Avvicinandoci alla grotta vera e propria le botteghe e le casette aumentano e si possono ammirare le stanze del barbiere, del pescivendolo che espone la sua mercanzia (le sarde salate in particolare), la stanza con una donna che prepara delle trecce col cotone, una taverna con dei contadini intenti a giocare a briscola e un pittore che dipinge le gesta di paladini francesi su delle assi che costituiranno le pareti di un carretto siciliano.

DSCN1057Giunti dentro la grotta, un puparo con i suoi pupi siciliani appesi e intento a rifinirne uno e giunti all’interno c’è la Natività con il bue e l’asinello, la Madonna col bambinello e San Giuseppe, alcuni pescatori intenti a riparare le reti, il nassaru che realizza le nasse per catturare i pesci e il pastore che concia le pelli delle pecore.

Appesi alle pareti un pavone e un gallo che sembrano vegliare sul Bambinello, dei bimbi accovacciati tra i sacchi di iuta e delle donne sedute sulle sedie intente a pregare.

Fuori dalla grotta le allegre musiche dei musicisti che si riscaldavano accanto ad un camino acceso situato al fianco di una casa in cui le donne preparano la pasta per lo “sfincione”, i “cucciddata”, biscotti tipici natalizi e altre leccornie, pronte per essere infornate.

Accanto alla bottega del calzolaio, con le scarpe e le forme appese, una casetta con una sarta intenta a ricamare, con tanto di macchina per cucire antica, accanto ancora il maniscalco e un muratore che sta riparando un forno all’aperto. Nel cortile c’è il carretto siciliano con il fruttivendolo, il venditore di panieri e di ceste e un asinello che beve legato a un abbeveratoio.

Non poteva mancare il frantoio per le olive, con un marchingegno antico spinto da due uomini per azionare la pressa e un angolo con un frantoio in pietra cui è legata la Gina, un’asinella che, incoraggiata dal padrone, fa ruotare la macina per le olive che poi saranno riposte nella pressa per far uscire l’olio, il cardatore, l’arrotino, il sarto, il bottaio e altri mestieri che sinceramente non ricordo.

Terminato il giro, durato più di un’ora e mezza, ci siamo diretti all’uscita, dove c’erano degli stand con altre belle sorprese: sul lato destro dei piccoli souvenir e dei banconi in cui vendevano “u pani cunzatu”, ovvero il pane condito con olio, sale, pepe, formaggio e pomodoro, i ravioli con la ricotta, le genovesi con la crema pasticcera e le “sfince” ovvero delle ciambelline tipiche siciliane intrise nello zucchero e nella cannella.

DSCN1082Sulla sinistra la presenza di uno dei più grandi artisti siciliani, Nino Cuticchio, con la sua Opera dei pupi che ha intrattenuto grandi e piccini con i molti dei suoi pupi e con le avventure dell’Orlando Innamorato.

Il costo del biglietto è stato di 7€ con riduzioni per i più piccoli e tariffe scontate per i gruppi, e  comprendente il servizio navetta, gli orari d’ingresso sono dalle sedici fino alle venti, con chiusura alle 21:30.

Per raggiungere Custonaci da Palermo si prende l’autostrada A29, con uscita a Castellamare del Golfo e percorrendo la strada statale SS113 in direzione Trapani con uscita a Custonaci, mentre da Trapani la SS113 per Palermo.

Per ulteriori informazioni si può dare uno sguardo al sito internet:

www.presepeviventedicustonaci.it

per email all’indirizzo:

info@presepeviventedicustonaci.it

o chiamando ai numeri:

+39 0923 973553 oppure 0923971029

In definitiva ho assistito a un magnifico e spettacolare evento che consiglio e da non perdere assolutamente per chi si trova a passare da queste parti nel periodo natalizio.

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Published by Rosario (ilrepungente) - in Eventi
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commenti

Cristina 12/10/2011 11:29

Bellissime tradizioni

lisanna 12/09/2011 14:01

ci sono stata un po' di tempo fa... una bella esperienza : )

Rosario (ilrepungente) 12/13/2011 08:53



Ho letto la tua recensione altrive...:)



Laura 12/09/2011 08:51

Ce l'ho fatta... una guerra all'ultimo +1 ;-)

Rosario (ilrepungente) 12/09/2011 08:54



ahahahh grazie mille cara. :D



Laura 12/09/2011 08:45

Uffa, non mi fa fare i +1... esce un punto esclamativo rosso!

Rosario (ilrepungente) 12/09/2011 08:47



Segnalo? Naaaaa......mi stanno infastidendo parecchio questi problemi.