Condividi l'articolo Coriolano della Floresta, altro romanzo capolavoro del Natoli: Coriolano della Floresta, il libro che sto per presentarvi, l'ho trovato in l ...
Coriolano della Floresta, il libro che sto per presentarvi, l'ho trovato in libreria da Flaccovio (che poi è la casa
editrice del libro), proprio dopo aver terminato di leggere i Beati Paoli di Luigi Natoli e l'ho acquistato senza
nemmeno pensarci su, desideroso di leggere il seguito degli "amici" Blasco di Castiglione e Coriolano della Floresta e l'evolversi delle loro vicende a una cifra irrisoria, poiché si tratta di
oltre mille pagine (ho speso appena 19,50Euro).
Il libro, come il precedente, ha la copertina gialla con raffigurati degli uomini incappucciati e attorno ad un tavolino con un
libro aperto e un crocifisso che stanno interrogando un nobile, mentre nella parte centrale la seguente scritta:
"Dalle scalinate romane di Trinità dei Monti alle stradine di Napoli, dai boschi siciliani ai sotterranei e ai palazzi di
Palermo continua la saga dei Beati Paoli."
Il libro comincia con un'interessantissima e necessaria introduzione di Rosario La Duca che ci delucida e
anticipa le vicende storiche narrate nel romanzo, per nulla noiose e che rendono ancora più completa e affascinante tutta la trama.
Un mio consiglio è di leggere per primo il romanzo dei Beati Paoli, giusto per dare una corretta cronologia a tutta la storia,
ma è anche possibile non farlo poiché il romanzo è abbastanza slegato dal primo e in ogni caso ci sono le note alla fine del libro che aiutano a chiarire alcuni personaggi e le loro
storie.
Nelle note ci sono anche interessanti informazioni riguardo ad alcune frasi tipiche siciliane, oltre che a una breve descrizione
di alcuni luoghi che caratterizzano Palermo e le sue meraviglie.
La trama:
Non è facile parlare della trama di questo romanzo perché svelerei troppe cose, per cui mi limito a una trama rapida e poco approfondita.
Protagonista del romanzo è Cesare Brancaleone, un giovane valoroso e di origini sconosciute che s'innamora
della bella Giovanna Oxorio, una fanciulla nobile che farà viaggiare Cesare da Roma a Napoli, per poi scendere in quella Sicilia settecentesca, affascinante e misteriosa, spinto
dalla passione e dall'amore eterno.
Ed è proprio a Palermo che si sviluppa quasi tutta la vicenda, quella Palermo tanto amata dall'autore, una città in netto
contrasto, dove regna lo sfarzo delle potenti famiglie nobili, con i loro palazzi e le loro carrozze sfarzose e con la miseria più assoluta fatta di case povere e carena di cibo.
Come in tutte le storie d'amore in apparenza impossibili ci sono i buoni e i cattivi, quelli favorevoli a questo matrimonio e
quelli che faranno di tutto pur di non vedere trionfare l'amore sincero.
E saranno proprio quei Beati Paoli, la misteriosa setta degli uomini con il cappuccio, i cosiddetti
"vendicosi", a proteggere i due giovani contro la famiglia Oxorio che è capace di tutto pur di non dare la propria figlia in sposa a un giovane di non eguale
nobiltà.
I Beati Paoli, nuovamente riunitisi dopo cinquanta anni, prendono a cuore questa storia e cercheranno di proteggere i due
giovani e una città, la bellissima Palermo, oppressa dai nobili che controllano il mercato dei beni di prima necessità per arricchirsi alle spalle del popolino che può ben poco per far sentire il
proprio urlo di disperazione.
Le mie considerazioni:
Un romanzo per me bellissimo, affascinante, interessante, una storia d'amore di altri tempi, una narrazione impeccabile, ipnotica, che tiene
legato il lettore sin dalle prime pagine.
Vi è mai capitato di avere per le mani un "mattone" di oltre mille pagine e pensare: "Non ci riuscirò mai a leggerlo", "speriamo
di finirlo entro il prossimo anno" e via discorrendo?
E quando state per giungere agli ultimi capitoli, alle ultime pagine di pensare: "speriamo che non finisca, speriamo che ci sia
un seguito".
Beh, questo e altro ancora è ciò che ho provato nel leggere queste meravigliose pagine che scorrevano tra le mie dita come un
fiume in piena, carico di emozioni, di colpi di scena, di storie popolari e di luoghi incantevoli in cui è facile impersonarsi nel protagonista della storia.
Come vi dicevo siamo di fronte ad una storia d'amore tra due giovani magistralmente raccontata, un amore fatto di sguardi, di
sorrisi, d'inchini, di parole e promesse dettate con il cuore in mano, di un amore puro e sincero che oggi sembra impensabile e irreale.
La storia si sposta da Trinità dei Monti a Roma, dove
Cesare conosce e corteggia appassionatamente la bella Giovanna passando per le stradine di Napoli, una città viva, fatta di grandi signori, ma anche di gente comune, verace, servizievole,
generosa, la cui bontà d'animo fa superare ogni piccolo e grande ostacolo.
Molto simpatici e coloriti i personaggi che Cesare, il nostro protagonista, incontra per le strade partenopee, gente che per un
"tarì" dato da un nobile o un cavaliere si mette subito a disposizione.
Luigi Natoli è pazzo della bellissima Palermo e con il suo romanzo ne esalta le bellezze, fa paragoni assurdi e
azzardati con altre città d'arte, ci descrive ogni viuzza, ogni monumento, ogni luogo con una tale precisione e accuratezza che per un palermitano è uno spettacolo ritrovarsi quegli stessi luoghi
che ancora oggi persistono e sono visibili in giro per la città(ovviamente è inutile rilevare che ogni città è bella di suo e non confrontabile con le altre).
Durante la narrazione non ho riscontrato mai una parte noiosa, lenta, tutto scorre alla perfezione, senza alcun intoppo, i colpi
di scena sono frequenti, le emozioni pure, i personaggi curiosi ed interessanti non mancano e le trame s'intrecciano e si slegano molto fluidamente.
Cesare è un tipo tosto, valoroso e impavido e attorno a lui ruotano amore, odio, fratellanza, amicizia
profonda, incomprensioni legate alla mentalità a tratti ottusa e plagiabile della gente potente, spie, assassini e povera gente dal cuore grande.
E nei luoghi più impensabili, nascosti da tutto e da tutti, ma in grado di tessere una tela grande quanto tutta la città con
pochi adepti, agiscono in gran segreto e con i loro codici i famosi Beati Paoli, quegli uomini incappucciati e misteriosi che sanno tutto e che sono pronti a sacrificare chiunque per il bene del
popolo e degli oppressi, quella setta che molti credono sparita nel nulla, ma di cui hanno paura di nominare.
Un romanzo che non può mancare in una libreria che si rispetti, qualcosa di cui un siciliano non può e non deve farne a meno, un
racconto che oserei paragonare come bellezza e come emozioni ai Promessi Sposi, anche se, per ragioni a me inspiegabili, non ha avuto la stessa fama e la stessa
visibilità.
Senza aver letto I Beati Paoli, difficilmente sarei rimasto catturato da questo libro dal titolo alquanto bizzarro e di
difficile pronuncia, perdendomi una storia in cui ci si trova tra castelli, regine, re, cavalieri, duchi, contesse, carrozze e palazzi magnifici, cortigiani, pretori, medici e gente comune che
vive di sacrifici e stenti quotidiani.
Con questo romanzo termina, ahimè, la saga dei Beati Paoli, due romanzi che custodisco gelosamente nella mia piccola libreria e
che consiglio vivamente a tutti di leggere.
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